Parola di Tifoso: Udinese-Lazio 1-0, perché non c’è due senza tre e i bianconeri si avvicinano all’Europa

Di NataleNon una partita qualsiasi: un’Udinese-Lazio che da tre anni ha sapore europeo. Una situazione nuova ed inaspettata venutasi a creare dall’inanellarsi di due vittorie convinte e bellissime, Chievo e Parma, luminose come il sole protagonista dei due match vinti dalla squadra di Guidolin. Un’Udinese tornata improvvisamente vincente dopo un momento in cui sembrava imperversare il risultato più piatto e meno tondo, il buon accontentarsi, tornata toro possente e solido dopo essere stata per alcuni tratti creatura di sabbia, bella solo ad intermittenza. Con la vittoria di ieri sera si sono raggiunti 51 punti e manca ancora più di una manata di partite. Tutto può accadere. Può accadere che prenderemo il treno in corsa e allora sarà una festa, ma una festa inimmaginabile. Può accadere che lo perderemo per un soffio ma l’entusiasmo della nostra volata ci avrà regalato brividi e vento nei capelli. Solo il 19 maggio sapremo il nostro destino. Per ora godiamoci lo spettacolo e rimaniamo aggrappati alla falce di luna. Tiriamoci una fune, leghiamoci per bene e non molliamo la presa. C’e’ posto per tutti, se ci si crede con passione.
In tutti i sogni ci sono sempre i protagonisti: Di Natale che, zitto zitto, sfiora quota venti con una perla confezionata sotto la curva. Alla sua sostituzione lo stadio si alza e lo saluta con un applauso lungo che fa vibrare l’aria frizzante. Come dentro un organo. Eroe.
Il 18enne Piotr Zielinski, “ragazzo dell’est”, tanto per ricordare l’atmosfera creata da maestro Claudio: dopo Parma, ottima prova anche ieri. Guidolin lo toglie regalandogli l’ebbrezza di una standing ovation che i friulani hanno concesso con calore. Una nuova scommessa vinta da chi lancia i talenti qui a Udine? E vogliamo parlare di Pereyra, Basta, Lazzari? Ma ieri sera, c’è qualcuno che ha giocato in maniera solo sufficiente e stentata? Non fra i colori bianconeri. Gli occhi strabuzzano dopo il gol di Totò. La mia euforia è incontenibile. Siamo tutti matti e l’abbraccio collettivo produce pelle d’oca e un po’ di emozionata commozione. Non è l’aria fredda, ve l’assicuro. Sono brividi di felicità. Il direttore di gara dai colori quaresimali ha provato più volte a rovinarci la festa con rossi non estratti e corse fuori luogo a zittire il condottiero di Castelfranco. Il Mister scalpitava, mangiava la terra, curvo verso il campo a dirigere l’orchestra. Grintoso, intorno a lui si alzava la polvere. Alla fine un bel titolo mi esce dal cuore: “Guido batte Guida 1-0”. Scusatemi, è tanto liberatorio.
Una volta fuori, i festeggiamenti si prolungano con una birra fra amici e un saluto al terzo tempo. La famiglia bianconera si riconoscerebbe anche nel deserto, bendata.
Boh, non so, ieri sera ero più felice di una sposa e avrei voluto correre a manetta e raggiungere quella luna. A casa ho sempre pronta la scaletta per salirci.
Grazie Udinese. Solo tu sei capace di farmi vivere queste emozioni. Che si vinca o che si perda.
Io ti amo da sempre e per sempre (“con noncuranza, senza mai uno scopo”).

Biancamaria Gonano