Dalla Lega a Vendola: gli oppositori al governo Letta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Vendola e Maroni

 

A negare la fiducia alla nuova squadra di governo capeggiata da Enrico Letta non sarà solo il Movimento 5 Stelle. Anche Fratelli d’Italia, Sel e la Lega (che in un primo momento aveva tradito qualche pallida apertura) hanno, infatti, scelto di stare all’opposizione del nuovo esecutivo.

“Questo governo una rivoluzione? Lasciamo perdere. Rivoluzione era dal mio punto di vista continuare con il metodo Boldrini e andare in terre incognite a perlustrare nell’area del Movimento 5 Stelle. Oggi questo è un modo intelligente di gestire la restaurazione”. E’ quanto ha dichiarato ieri, ai microfoni del Tg1, il leader di Sel, Nichi Vendola. Il pugliese, che ha ufficialmente rotto l’alleanza col Pd, ha marcato il suo no al “governissimo”, pur concedendo qualche distinguo: “Sarebbe sciocco non cogliere in questo nuovo governo il valore di alcune singole figure – ha puntualizzato su facebook – Io però contesto un’alleanza che contiene dentro di sé un tradimento nei confronti dell’elettorato e conferma la continuità del sistema di potere berlusconiano. Ci metteremo in gioco, faremo l’opposizione più ambiziosa possibile”.

Dall’altra parte dell’emiciclo, ma anche loro all’opposizione, ci saranno i leghisti. “Governo così così – ha annotato ieri su twitter Roberto Maroni – Bene il ricambio generazionale e Alfano all’Interno, ma alcuni ministri c’entrano davvero poco con l’incarico ricevuto”. A puntare il mirino del Carroccio contro uno dei nuovi ministri designati da Letta – la congolese Cécile Kyenge – è stato, invece, Matteo Salvini:“Siamo pronti a fare opposizione totale al ministro per l’Integrazione – ha annunciato – simbolo di una sinistra buonista e ipocrita, che vorrebbe cancellare il reato di clandestinità e per gli immigrati pensa solo ai diritti e non ai doveri”.

Quanto a Beppe Grillo, il “megafono” del Movimento 5 Stelle ha scelto di proseguire sul sentiero della metafora biblica: “Con il governo Letta – ha commentato – il terzo giorno è resuscitato Barabba“. Meno laconico il giudizio del capogruppo del M5S al Senato, Vito Crimi: “L’annuncio dei nomi scelti da Enrico Letta per formare la squadra di governo – ha scritto su facebook – sancisce lo stadio finale della metamorfosi politica italiana. Dal bozzolo della stasi, quella fucina dell’inciucio che ha congelato per anni il Paese portandolo anche oltre il famigerato orlo del baratro, il Pd e il Pd-L sono emersi come una sola creatura, un partito nuovo, che chiameremo d’ora in poi ‘Modello Unico’”.