Manet. Ritorno a Venezia: a Palazzo Ducale i capolavori dell’artista francese

Manet-OlympiaOttima l’accoglienza riservata dai visitatori alla mostra Manet. Ritorno a Venezia nei primi giorni di apertura. Migliaia di persone hanno visitato l’esposizione realizzata con la collaborazione del Musée d’Orsay che rimarrà aperta fino al 18 agosto. Per la prima volta in Italia, nelle splendide stanza di Palazzo Ducale, viene presentata una rassegna di alto profilo scientifico su Edouard Manet, frutto di un’idea di Guy Cogeval, Presidente del Museo parigino. Il progetto espone l’influenza dell’arte italiana sull’opera dell’artista che soggiornò a Venezia, Firenze e Roma, e la modernità con cui portò nella sua pittura lo spirito dei maestri del passato come Tiziano, Raffaello, o Tintoretto.
La mostra permette anche di ammirare il confronto diretto tra Olympia di Manet, eccezionalmente uscita dai confini francesi, e la Venere d’Urbino di Tiziano, prestata dalla Galleria degli Uffizi. Sono ben ottanta le opere in mostra tra dipinti, disegni e documenti rari e preziosi.

Manet. Ritorno a Venezia presenta nove sezioni. Si inizia con Le Italie di Manet in cui si analizzano le influenze dell’arte italiana nella formazione e nella ricerca espressiva dell’artista. Le opere ne documentano i primi viaggi in Italia e l’evoluzione stilistica, fino alla realizzazione di Déjeuner sur l’herbe. La sala intitolata I destini di Venere offre l’imperdibile accostamento tra la Venere d’Urbino e l’Olympia che tanto scandalizzò la società parigina di fine Ottocento. In Nord/Sud (Nature Morte) si possono osservare le nature morte in cui non mancano riferimenti alla sua vita privata e riflessioni sulla transitorietà. Il legame con la religione è al centro della quarta sezione, Solitudine di Gesù, in cui viene esposto per la prima volta anche un Cristo dolente ritrovato da poco. Nella sala successiva è la Spagna la grande protagonista con i suoi colori, le sue danze, e la carismatica étoile Lola Melea – detta Lola di Valenza. Edouard Manet aveva un rapporto molto stretto anche con la cultura e la società del suo tempo: Tra musica e teatro, sesta sezione dell’esposizione, che propone anche Due dame veneziane di Vittore Carpaccio e Il Ridotto di Palazzo Dandolo a San Moisé di Francesco Guardi, oltre Le Balcon che nel 1860 venne presentato al Salon suscitando accese critiche. Parnaso Contemporaneo testimonia i contatti di Manet con scrittori e poeti del suo tempo come Baudelaire, Zola e Mallarmé e la sua capacità di superare i confini tra estetiche diverse. Manet Pittore della società offre otto opere realizzate tra l 1872 e il 1881, periodo in cui il pittore viene rifiutato dal Salon, apre un suo atelier al pubblico, espone alla Galerie de la Vie Moderne e ottiene l’appoggio di molti critici, ammiratori e artisti. Il percorso espositivo si conclude con Il mare all’infinito… dove i visitatori possono rimanere rapiti dalla tela Boulogne, Chiaro di luna che venne acquistata dal mercante Paul Durand-Ruel, da Le Grand Canal à Venise, ispirata dalla bellezza di Venezia, da Piroscafo, marina e L’Evasion de Rochefort. Il fascino del mare e dei paesaggi sono una fonte d’ispirazione importante per Manet che firma opere ricche di emozioni e forza visiva.
Tutte le informazioni pratiche sulla mostra sono disponibili sul sito della Fondazione Musei Civici di Venezia.