Camera: il governo verso la fiducia, cosa farà il Pd?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47

Pippo Civati

 

Ieri il giuramento al Quirinale e lo svelto passaggio delle consegne a Palazzo Chigi, oggi la richiesta della fiducia alla Camera. Il neo governo guidato da Enrico Letta si prepara ad affrontare una giornata particolarmente intensa, che spera di concludere con l’ambito “bottino”: il disco verde del Parlamento. A preoccupare è, soprattutto, la parte sinistra dell’emiciclo, che potrebbe riservare amare sorprese al nuovo premier. Sotto osservazione lo stesso partito di Enrico Letta, quel Pd percorso da dissidi intestini (e da malcelate ruggini) che ha già “terremotato” la sua dirigenza.

Non è un mistero che, nei giorni scorsi, una pattuglia di cosiddetti “dissidenti” abbia palesato scarso entusiasmo per la ricetta propinata dall’ex vice di Bersani per uscire dall‘impasse politico. Il governo delle “larghe intese” costruito da Enrico Letta non ha, infatti, incontrato il gradimento di molti democratici, attenti a registrare i malumori della base. Da qui il timore di un ulteriore scissione interna, con il paventato voto contrario alla fiducia al governo. Fino a ieri, quando qualcosa (forse la sparatoria a Roma) è intervenuto a far placare gli animi dei “malpancisti” Pd.

A certificare il ripensamento è stato un documento firmato da Sandro Gozi, Sandra Zampa, Laura Puppato e – si dice – anche da Pippo Civati“In questo momento drammatico per il nostro Paese e per la democrazia – hanno esordito i “dissidenti” – sentiamo l’obbligo di rappresentare, più di quanto non sia avvenuto nel recente passato, un popolo che soffre e che teme per il proprio futuro. Abbiamo richiamato la necessità che il governo presieduto da Enrico Letta, pur nelle grandissime difficoltà di fare sintesi di linee politiche fortemente diverse, nascesse nuovo, anche nelle figure, e garante dell’unica necessità di individuare soluzioni ai problemi urgenti dell’Italia. È con questo spirito – hanno annunciato – che accordiamo la fiducia a questo governo assumendoci le nostre responsabilità di eletti”.

“Non vogliamo creare l’ennesima area organizzata all’interno del Pd, soprattutto perché siamo convinti che le correnti e i gruppi di potere siano stati il principale problema del nostro partito e della nostra azione parlamentare – hanno aggiunto i democratici poco più avanti – Anche ascoltando i nostri elettori e il Paese lavoreremo affinché il Pd diventi quello che avevamo promesso e che aveva ridato speranza ed entusiasmo a milioni di italiani”. Ma a insidiare (ancora una volta) la compattezza sbandierata dal documento, è arrivata la precisazione di uno dei presunti firmatari, Pippo Civati“Circola da qualche minuto un documento che include anche la mia firma e in cui annuncio il mio voto di fiducia al governo – ha scritto sul suo blog – Non so come sia uscito, ma non ho firmato alcuna dichiarazione di fiducia e quindi smentisco. Come ho detto più volte in questi giorni le mie perplessità sul governo Letta rimangono, e prenderò una decisione in merito alla fiducia solo dopo averne discusso, come ho ripetutamente richiesto, domattina (oggi, ndr) con il resto dei colleghi del Pd. Non prima”.