Il discorso di Letta, tutti i punti: Dall’Imu ai costi della politica

img_606X341_2504-italy-politics-Letta-talksIl discorso alla Camera – Il neo-premier, Enrico Letta, ha presentato alla Camera i punti programmatici della prossima legislatura, in attesa del primo voto di fiducia previsto per questa sera alle 20,00.
Letta ha iniziato sottolineando lo sforzo del Capo dello Stato e la disastrosa situazione economica e sociale in cui riversa il paese: “Napolitano ha compiuto un gesto eccezionale, il presidente della Repubblica ci ha chiesto di parlare il linguaggio della verità. Ci ha concesso un’ultima opportunità, di dimostrarci degni di servire il Paese attraverso il rigore, l’esempio e le competenze in una delle stagioni più dolorose dell’Italia. La prima verità è che la situazione economica dell’Italia è ancora grave“.
L’alto debito pubblico, ha proseguito Letta, “grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stata la premessa della crescita, ma di solo risanamento l’Italia muore”.Occorre, infatti, ha proseguito Letta, creare le basi per rilanciare la crescita.

Il lavoro – In cima alla lista del programma c’è il lavoro: “Solo con il lavoro si può uscire da l’impoverimento per una crescita non fine a se stessa ma in grado di portare benessere“.
Come? “Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari“.
E soprattutto “serve una politica industriale moderna che valorizzi i grandi attori ma anche piccole e medie imprese che sono il motore di sviluppo e si deve investire su ambiente e tecnologia. Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo, il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli“.

Immigrazione –Dobbiamo valorizzare i nuovi italiani”, ha detto ancora Letta.
“La nomina di Cecile Kyenge è una nuova concezione di confine: da barriera a speranza. L’integrazione si costruisce sui banchi della scuola e all’università”.

Costi della politica – Il discorso di Letta è arrivato poi ad un tema molto caldo, soprattutto in questo periodo, i costi della politica, dai doppi stipendi al finanziamento pubblico ai partiti: “Bisogna recuperare decenza, sobrietà, scrupolo senso dell’onore e di servizio e, una banalità, la gestione del buon padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte. Per questo vi dico una cosa che nemmeno i miei ministri sanno: il primo atto del governo sarà eliminare con un atto d’urgenza lo stipendio per i ministri parlamentari che viene corrisposto in aggiunta all’indennità“.
Saranno dunque eliminati i finanziamenti pubblici ai partiti, e con loro anche le province.

La questione Imu – Riguardo l’imposta sulla prima casa, Letta ha annunciato che, in attesa di revisione, dovrebbe essere abolita a partire da giugno. Questione delicata quella del’Imu, soprattutto dopo le forti richieste di Berlusconi.

Matteo Oliviero