Luigi Preiti, alcune considerazioni su un uomo disperato

Luigi PreitiDavanti a Palazzo Chigi un uomo Luigi Preiti spara all’impazzata, nel suo mirino ci sono i politici colpevoli secondo la sua visione delle cose della disperazione della gente, nella sparatoria rimangono a terra due carabinieri uno forse rischia la paralisi.

Luigi Preiti ha 49 anni ed è a tutti gli effetti incensurato, un uomo che ha perso il lavoro si è separato dalle moglie e non riesce più neanche a vedere il figlio, un uomo che rappresenta quella parte d’Italia disperata che non sa più cosa fare.

La crisi ha portato via ogni speranza a questo uomo, davanti ai pm che lo interrogano dice di sentirsi onestamente in colpa per il gesto commesso, non aveva nulla contro i carabinieri che sono intervenuti per bloccarlo.

La rabbia di Luigi Preiti è contro la classe politica, una classe politica inetta che non è in grado di dare una risposta seria alla crisi e lascia la gente da sola, l’uomo non è in preda a una follia e a un raptus, semplicemente è una persona che non ha più nulla da perdere.

Versa anche qualche lacrima quando gli raccontato che ha ferito un carabiniere, quello rimasto a terra è ricoverato in ospedale e forse rischia la paralisi, alla fine del suo sfogo dice che ha sbagliato a commettere quel tipo di gesto.

Semplicemente si sarebbe dovuto uccidere, porre fine alla sua vita tanto a nessuno in questo momento importa cosa gli possa accadere, uno spaccato di una Italia sempre più alla deriva e senza speranza, una disperazione che prende il sopravvento e fa commettere atti folli.

Luigi Preiti è solo uno degli ultimi caduto preda dalle disperazione e della follia momentanea, soli, lasciati ai margini e senza più alcun tipo di speranza, si abbandonano alla disperazione e allo sconforto e impugnano un’arma.

La ricerca del colpevole è quello che anima la loro mano armata, il colpevole sanno benissimo qual è, una classe politica inetta e incapace che continua a trascurare i segnali di rabbia, sconforto e disperazione che la gente manda.

La storia è quella di una Italia rabbiosa, disperata e messa agli angoli dalla crisi, una storia da prendere in grande considerazione.