Elogio del libro di carta dinnanzi ad oblio e apocalissi

Immagine di un black outUniversità di Harvard, agosto 1945. La signora Grace Hopper scopre nella “pancia” del suo computer sperimentale – Mark I – un baco di 5 centimetri che ha letteralmente mandato in tilt la macchina.

Dal 1965 al 2012 18 blackout di vastissime dimensioni hanno tenuto al “buio” milioni di persone in tutto il mondo.

Cause naturali o implosioni di sistemi: l’impianto dell’energia e della comunicazione mondiale sembra un gigante dai piedi d’argilla. Anche i terrorismi di qualsiasi natura possono minare alla base il sistema.

In questo quadro apocalittico, ma non per questo dell’irrealtà, ci siamo posti una domanda: cosa farebbe, l’uomo, in questa oscurità energetica e relazionale? Certo, il calendario del genere umano subirebbe un arretramento, variabile a seconda degli ambiti di attività, ma sicuramente tornerebbe indietro nel tempo. Per noi che ci occupiamo di libri ed in genere di osmosi culturale via carta, sarebbe un momento di grande rischio. Già, perché di fronte ad uno stato di arretramento perdurante negli anni, il documento cartaceo in generale, il libro in particolare, tornerebbe ad essere strumento di cultura e di potere. I detentori di questo patrimonio che sembrava aver perso stima e valore, si troverebbero a gestire lo scibile ed il sapere umano che gli scrigni di carta custodiscono. Viene in mente Umberto Eco ed il suo “Il nome della Rosa”; l’enorme biblioteca benedettina; la custodia gelosa e oppressiva dei volumi in essa sepolti; il senso di terrore che il racconto di quelle pagine instilla nel lettore sensibile all’orrore del monopolio del sapere. E viene in mente la necessità di cominciare, dai giorni nostri, a pensare di rendere disponibili già da adesso i libri di carta che tanto hanno rappresentato nella storia dell’umanità e tanto, alla luce delle profetiche defaillance di cui abbiamo detto all’inizio, rappresenteranno in futuro.

Ecco l’importanza del libro; e quanto più antico esso è, tanto più all’importanza, che potremmo definire politico-sociale, si aggiunge un altro valore inestimabile, un valore invisibile ma che in quelle pagine trova espressione: “Accarezzare le carte di un’edizione antica, riporta con la memoria tattile ai petali di rosa che i nostri nonni mettevano a seccare fra le pagine dei loro libri a ricordo di intense emozioni vissute.”

Valore fisico e valore spirituale: un libro è, parafrasando il pubblicitario, per sempre.