Governo: cambio di deleghe per Michaela Biancofiore

Biancofiore

 

La nuova squadra di governo nominata da Enrico Letta ha già subito una variazione: la berlusconiana di ferro, Michaela Biancofiore, non sarà più sottosegretario alle Pari Opportunità. La sua nomina aveva scatenato accese polemiche tra le associazioni gay, memori delle parole non proprio concilianti che l'”amazzone” del Pdl aveva più volte speso nei loro confronti. Da qui la decisione del premier di affidarle un incarico meno “scivoloso”, trasferendola alla Pubblica amministrazione.

La bionda Michaela Biancofiore si è fatta conoscere al grande pubblico per la sua incrollabile devozione a Silvio Berlusconi e per quel suo modo diretto di dire le cose, lontano dai sofismi del politichese. Uno stile al quale la pidiellina ha sovente fatto ricorso anche per esprimere le sue opinioni sull’omosessualità. “Per un etero anche un approccio affettivo di un gay crea imbarazzo”, aveva dichiarato tempo fa nel corso di una trasmissione. “Non c’è solo l’eterosessualità – aveva osservato in un’altra occasione – ma anche una sessualità diversa, che oggi, purtroppo, è estremamente comune”.

Difficile comprendere, alla luce di queste dichiarazioni pubbliche, cosa abbia spinto il premier Enrico Letta ad affidarle la delega alle Pari Opportunità. Una scelta considerata “avventurosa”, che ha di fatto suscitato la reazione incredula di molte associazioni e di esponenti della politica gay. “La sua nomina – ha commentato l’ex deputata del Pd, Paola Concia, riferendosi alla Biancofiore – mi ha fatto pensare a Crudelia De Mon, messa come guardiana dell’allevamento dei cuccioli di dalmata”. Cosa fare allora? La neo sottosegretaria alle Pari Opportunità ha (ben)pensato di farsi giustizia da sé dalle colonne di un noto quotidiano: “I gay discriminati? – ha detto ieri alla Repubblica – Se è per questo sono più discriminate le donne. Ha sentito parlare dei femminicidi? Perché, invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne?”.

Non basta: “Ormai sono una casta – ha rincarato la berlusconiana riferendosi ancora alle associazioni gay – si sono messi in una gabbia da soli, si autodiscriminano“. Una “toppa” peggiore del buco, che ha costretto Enrico Letta a correre ai ripari, disponendo il fulmineo trasferimento della Biancofiore al sottosegretariato della Pubblica amministrazione. “E’ l’ultima chance che le verrà concessa”, si vocifera dalle parti di Palazzo Chigi.