Letta in tv: Priorità è lavoro per i giovani

Enrico Letta

 

Seduto nel salotto televisivo di Che tempo che fa, il premier Enrico Letta ha parlato di priorità e di emergenze. Senza nascondere le difficoltà legate alla natura stessa del suo governo, incardinato sulla co-abitazione di forze politiche che si sono sempre combattute.

“Questo non è il governo ideale ha subito ammesso il presidente del Consiglio – ognuno di noi ne avrebbe voluto un altro, io per esempio mi sono battuto per un governo di centrosinistra. Ma le elezioni sono andate come tutti sappiamo e bisognava trovare una via d’uscita. Io credo che il capo dello Stato – ha spiegato Letta – abbia fatto una scelta di vero servizio al Paese”.

E sul primo grande nodo da sciogliere, ovvero l‘Imu su cui il Pdl di Silvio Berlusconi sembra avanzare pretese troppe impegnative, il premier ha frenato: “Faremo un decreto per sospendere la rata di giugno, che non verrà pagata – ha detto – ma ci sono molti particolari di cui dobbiamo discutere”. La “stella polare” resta il discorso su cui il governo ha incassato la fiducia – ha ripetuto più volte il premier – che ha lasciato intendere di non voler lasciare la “golden share” nelle mani del Cavaliere. 

Inevitabile il riferimento all’Europa, alla quale Letta guarda con grandissima attenzione, come dimostrato dal mini-tour organizzato a poche ore dalla fiducia al Senato. “All’Europa non chiederemo di fare nuovi debiti – ha spiegato – perché ne abbiamo già fatti troppi nei decenni passati e li pagano le attuali generazioni e quelle future”. “Quando sono andato a Berlino, Parigi e Bruxelles – ha raccontato il premier – ho detto a tutti: l’Italia non vuole sbracare, vuole mantenere gli impegni presi, però noi siamo l’Europa come voi tedeschi e francesi siete l’Europa. E non possiamo più accettare che l’Europa – ha precisato il capo del governo – sia solo tagli, tasse e austerità“.

Da qui l’ambizione di proporre un progetto capace di oltrepassare i confini nazionali: “Proporrò ai leader dei Paesi europei – ha annunciato il presidente del Consiglio – di lanciare un grande piano di occupazione per i giovani, con proposte concrete e ‘cantierabili’. Se non lo facciamo – ha aggiunto – la disoccupazione continuerà ad avvitarsi e avremo il prossimo Parlamento europeo fatto di anti-europeisti”. “Bisogna abbassare le tasse sul lavoro dei giovani neo-assunti – ha puntualizzato sul finale Enrico Letta – questa sarà la mia ossessione personale e del mio governo”.