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Serie A, trentacinquesima giornata, il pagellone dell’ignoranza – il top e flop più amarcord del web

Ciriaco Sforza

La stagione 2012/13 si avvia verso i titoli di coda e giunge il tempo dei primi – importantissimi – verdetti. Il primo, annunciato ormai da settimane, vede la Juventus laurearsi campione d’Italia per la trentunesima volta nella sua storia (scriviamo 31 per evitare di amplificare anche noi lo psicodramma che i bianconeri vivono già da qualche anno) e il Napoli praticamente ad un passo dal matematico secondo posto (dopo aver sconfitto per 3-1 l’Inter, sempre più distante da qualunque piazzamento ‘che conta’). Subito dietro il Milan allunga sulla Fiorentina (sconfitta dalla Roma nei minuti di recupero grazie al gol dell’ex realizzato da Osvaldo che – tremendamente politically uncorrect – decide di esultare come il forsennato dinnanzi ai propri nuovi sostenitori), mentre aumenta la bagarre per i due posti che consentirebbero l’accesso all’Europa League. In coda, il Genoa batte il Pescara (adesso retrocesso matematicamente) e si porta a +3 sul Palermo e a +5 sul Siena. Chissà l’anno prossimo chi giocherà di sabatò.

Ma adesso lasciamo la parola al nostro amato Pagellone dell’ignoranza, a cura della fanpage dedicata al calcio più nostalgica e smitizzante che ci sia (in collaborazione con l’amico del Nicolone Andrea Galimberti).

TOP THREE

BRONZE – BERGESSIO
Anche quest’anno il Catania è riuscito a superare il record storico di punti in serie A, arrivando a quota 51. Uno degli uomini chiave della grande stagione della squadra di Maran è stato sicuramente El Lavandida Bergessio, che nel pomeriggio catanese segna una tripletta che inguaia e non poco il malcapitato Siena. Il numero 9 degli etnei si conferma una fusione tra la brutta copia di Batigol e Sergio Zarate, capace di alternare prestazioni super come quella di ieri, ad altre in cui gioca talmente male da riuscire a far bestemmiare perfino Legrottaglie. Contro il Siena dimostra di essere in stato di grazia, tanto da aggiudicarsi (oltre al pallone della gara per l’hattrick) il terzo posto nella speciale classifica degli amici del Nicolone. Goleador dai piedi di ghisa. Voto 7,5.

SILVER – KLOSE
Attaccante di razza, Miroslav Klose zittisce ancora una volta chi lo dava per finito; a 34 anni scrive il suo nome nella storia del calcio italiano segnando 5 gol in una sola partita. Complice una difesa del Bologna talmente ridicola che già a fine primo tempo i tifosi rossoblu invocavano a gran voce il ritorno di Paramatti e Tarozzi, che, quantomeno, avrebbero raccolto un paio di tibie e un numero imprecisato di legamenti entro il novantesimo. Invece il panzer tedesco ha potuto continuare ad infierire indisturbato sul povero portierino dei felsinei, un 19enne austriaco frutto della passione alcolica tra Konsel e Jessica Rizzo. Evergreen. Voto 8.

GOLD – CAVANI
Prossimo alla cessione durante il mercato estivo, El Matador regala l’ennesima prestazione da campione ai tifosi partenopei. Contro un Inter versione schifezza, Edison infierisce sulla mediocrità di Ranocchia & co. e popo neanche quattro minuti infila il primo dei suoi tre gol finali. A guardarlo giocare torna in mente quel cinghialone di Igor Protti, fiuto da killer e capello lungo unto al punto giusto. Edison goleador vero in campo e fuori viste le ultime vicissitudini gossipiane. Voto 9.

FLOP – INTER
In una domenica in cui tutti segnano venti gol a partita, c’è una squadra che per un miliardo di motivi, domenica dopo domenica, continua a collezionare figuracce in giro per l’Italia. Falcidiata dagli infortuni e comunque priva di una solidità difensiva, l’Inter di Strama archivia l’ennesima sconfitta stagionale, mettendo in evidenza limiti difensivi preoccupanti e l’assenza di un vero leader che possa sostituire Zanetti. Nel match con il Napoli c’era chi in tribuna rimpiangeva i tempi di Domoraud e Dalmat; perché a veder giocar Ranocchia tutti si sentono in diritto di esclamare la frase “Allora anche io potrei giocare in Serie A!!!” e ad ammirare il centrocampo guidato da Kovacic e Kuzmanovic viene da pensare che Sforza e Desideri fossero due autentici fenomeni. Disperazione. Voto 3.