Serie A, Torino-Genoa 0-0: all’Olimpico vince la paura

Torino_Genoa_0_0Torino-Genoa 0-0 – Un punto per uno, come previsto, e tutti contenti. Tifosi a parte, naturalmente, che avevano riempito l’Olimpico sperando di assistere ad uno spettacolo divertente e si sono dovuti accontentare di uno scialbo pareggio senza reti. Altro che spirito di vendetta per la sconfitta di quattro anni fa: dopo 4 ko di fila, il Toro ha una paura matta e sceglie di aspettare gli eventi invece di provare a cambiarli. Un atteggiamento che sta benissimo al Genoa, a sua volta più che soddisfatto del punticino e dunque tutt’altro che aggressivo. Ne vien fuori una gara piatta, mai combattuta, che si chiude con l’unico risultato possibile, lo 0-0. Il pubblico non gradisce, Ventura e Ballardini sì: la strategia del “meglio due feriti che un morto” permette ad entrambi di fare un passettino verso la salvezza.

Sbadigli e fischi – La posta in palio è altissima, il popolo granata ha riempito l’Olimpico. Dopo il minuto di silenzio (meglio, di fischi assordanti) in memoria di Giulio Andreotti, la gara parte su ritmi blandi. Le due squadre, schierate con moduli speculari (come a San Siro, Ventura sceglie la difesa a tre) non hanno alcuna intenzione di scoprirsi. Il pallino del gioco ce l’ha il Toro, che però si limita ad uno sterile possesso palla: ancora più passivo l’atteggiamento dell’undici rossoblù, bloccato nelle propria metà campo. Bianchi, uno di pochi con il coltello tra i denti, prova a suonare la carica con un paio di guizzi, ma è un illusorio fuoco di paglia. A forza di far girare la palla nella propria metà campo, la squadra granata fa perdere la pazienza ai suoi tifosi, che iniziano a fischiare e a chiedere a gran voce un atteggiamento più combattivo. Al coro “La giocate o no?”, i ragazzi di Ventura rispondono negativamente, continuando a ruminare calcio senza spingere: il Genoa si limita ad attendere e il primo tempo si chiude con l’unico risultato possibile, lo 0-0.

Risultato inevitabile – Il Toro sembra iniziare la ripresa con uno spirito diverso. Sembra, appunto: perché dopo un sinistro di Cerci in avvio, la squadra granata si riaffloscia subito. Del Genoa nessuna notizia: Borriello, isolatissimo tra i tre centrali di Ventura (non ne bastavano due?), riceve pochissimi rifornimenti e non può incidere. Il triplo cambio del tecnico ligure, che in rapida successione inserisce Birsa, Barreto e Meggiorini al posto di D’Ambrosio, Cerci (acciaccato?) e Bianchi, non sortisce gli effetti sperati dai tifosi: il modulo non cambia, l’atteggiamento nemmeno. Le buone notizie in arrivo da Palermo danno la scossa all’Olimpico ma non al Toro, che non va oltre un paio di mischie nell’area di Frey. Ballardini corre ai ripari, dando fiato alla mediana (dentro Tozser, fuori lo stanco Kucka) e all’attacco (Floro Flores al posto del fischiatissimo Borriello) e la gara, di nuovo, si spegne. Dopo una punizione insidiosa di Birsa, fuori bersaglio non di molto, i ventidue in campo si trascinano stancamente fino al 90′: al fischio finale di Rocchi, l’Olimpico urla il proprio disappunto per una gara mai veramente giocata, accompagnando le due squadre negli spogliatoi sotto una selva di fischi.

Torino-Genoa 0-0
Torino (3-5-2): Gillet; Glik, Rodriguez, Ogbonna; Darmian, Basha, Vives, Brighi, D’Ambrosio (9′ st Birsa); Cerci (13′ st Barreto), Bianchi. A disposizione: Coppola, Di Cesare, Masiello, Gazzi, Bakic, Menga, Meggiorini, Jonathas. All. Ventura.
Genoa (3-5-1-1): Frey; Portanova, Manfredini, Moretti; Cassani (1′ st Granqvist), Kucka (25′ st Tozser), Matuzalem, Rigoni, Antonelli; Bertolacci; Borriello (28′ st Floro Flores). A disposizione: Tzorvas, Donnarumma, Bovo, Nadarevic, Pisano, Jorquera, Vargas, Jankovic, Immobile. All. Ballardini.
Arbitro: Rocchi
Note: Ammoniti Manfredini e Granqvist (G).