Convenzione riforme, Berlusconi ci ripensa: E’ una perdita di tempo

Berlusconi

 

La Convenzione per le riforme? Inutile parlarne. A fare retromarcia sull’organismo che rischia di logorare i precari equilibri tra centrosinistra e centrodestra è stato ieri Silvio Berlusconi. Intervenuto a una trasmissione televisiva su Canale 5, il Cavaliere ha spiegato che le riforme necessarie per cambiare il Paese vanno approvate in Parlamento. E sulle polemiche innescate dalla sua auto-candidatura alla presidenza della Convenzione: “Stavo solo scherzando“, ha risposto.

“L’idea della Convenzione è nata da una proposta dell’onorevole Bersani, poi confermata nel rapporto dei cosiddetti ‘saggi’ e infine da Letta nel suo discorso in Parlamento. Io ho assistito al dibattito su chi dovesse essere il presidente: tutto tempo perso“. E’ quanto ha dichiarato ieri mattina Silvio Berlusconi, interpellato sull’organismo che dovrebbe riscrivere parte della Carta costituzionale grazie al contributo di tecnici e politici. Un’idea che non sembra allettare più il Cavaliere: Una Convenzione che non è prevista dalla Costituzione – ha spiegato – richiederebbe dei tempi di approvazione che non farebbero altro che allungare il percorso per il cambiamento. Io credo che il cambiamento debba essere portato avanti, come dice la Costituzione all’articolo 138, dal Parlamento stesso”.

Un cambio di passo clamoroso, che il presidente del Pdl ha accompagnato con un’altra inaspettata precisazione: “Per quanto riguarda le critiche che sono arrivate nei confronti della mia persona per un’eventuale mia presidenza – ha detto – io ho buttato lì una battuta scherzosa entrando una volta in Senato. Quando mi hanno detto: ma chi potrebbe essere il presidente? Io ho detto: chi se non Silvio Berlusconi che è il più bravo di tutti. Ma stavo evidentemente scherzando – ha ribadito l’ex premier – Anche se, passando a parlare sul serio, io sono stato il primo nel ’94 a evidenziare la necessità di questi cambiamenti”.