“Il trono di spade”, tra successi e polemiche

Un'immagine de 'Il trono di spade'È uno degli show televisivi rivelazione degli ultimi anni, che si è aggiudicata anche il titolo di “Miglior serie televisiva” ai Television Critics Association Awards nel 2011, eppure, da quando la serie TV “Il Trono di Spade” è approdata su RAI 4, è stata bersaglio di numerose critiche.
L’Associazione Spettatori Onlus, infatti, ha richiesto la sospensione della serie, ritenendola volgare e pornografica.
Ecco la dichiarazione rilasciata da Luca Borgomeo, presidente dell’associazione:

“Il programma è volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso, quasi gli autori fossero impegnati ad ottenere l’oscar della depravazione. E’ tollerabile che la Rai, servizio pubblico, alle 21 entri con un programma a luci rosse nelle case degli italiani? Si obietta che basta cambiare canale per non subire lo squallido programma: certo, ma perché in un Paese civile si deve sopportare l’incultura del servizio pubblico radiotelevisivo? La risposta amara è semplice: chi viola il buon senso e sperpera danaro pubblico è sicuro di non incorrere in sanzioni; chi dovrebbe erogarle è in tutte altre cose affaccendato!”.

A seguito di queste polemiche, il direttore di RAI 4, Carlo Freccero, si è schierato in difesa dello show, dichiarando quanto segue:

“Si legge che Il trono di spade «è volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso, quasi gli autori fossero impegnati ad ottenere l’oscar della depravazione». In realtà gli autori si sono impegnati non solo a ottenere ampi riscontri di pubblico, ma pure a guadagnare o a concorrere fino alle fasi finali, dei principali premi della TV Americana e fantastica. La prima stagione per esempio ha vinto lo Hugo Award e il più antico e prestigioso Peabody Award con queste motivazioni: «Il Trono di Spade va molto al di là di un fantasy di routine, provocando domande sull’essenza del potere e dell’impotenza, sul desiderio di regnare e sull’atto stesso del regnare. Il Trono di Spade riceve il Peabody Award per aver interrogato il concetto di autorità all’interno di un contesto d’intrattenimento ma tematicamente ricco». Senza poi contare i moltissimi riconoscimenti tecnici e al cast ottenuti, oltre alle nomination come miglior serie drammatica ai Golden Globes e agli Emmy Awards. Ha ricevuto attenzione da parte di vari studiosi che gli hanno dedicato pubblicazioni filosofiche, ed è universalmente riconosciuta come uno dei vertici assoluti della Tv di Qualità. Certo affronta contenuti adatti a un pubblico maturo, e come tale viene trasmessa da Rai4, con tanto di bollino rosso e alcuni tagli per il passaggio in prima serata. La brutalità e la sessualità del Trono di spade non hanno però lo scopo di titillare o traviare il pubblico, ma di trattare il mondo diegetico con il realismo imposto dal racconto in modo relativamente inedito per il genere fantasy. Senza le situazioni criticate da Aiart, il senso di pericolo e la descrizione delle pulsioni dei protagonisti verrebbero a mancare, falsando completamente il ritratto, fantastico ma verosimile di uno spietato gioco di corte pseudo-medievale. Sarebbe come chiedere di rimuovere dalla mitologia le azioni più crudeli degli Dei o di espungere dalle tragedie greche i passaggi più violenti, come la morte di Clitennestra nelle Coeffore di Eschilo”.

In sostanza, il signor Freccero non ci sta proprio all’idea di cancellare lo show dal suo palinsesto, per cui “Il Trono di Spade” continuerà ad andare in onda, come da programma, ogni giovedì alle ore 21:10 con le relative censure e, in replica ma senza tagli, il venerdì sera, in seconda serata.

Insomma, a chi vorrebbe che l’inverno calasse su questa serie, noi, citando il buon Syrio Forel, rispondiamo “Not today!”

Ilenia Ballardin per Il trono di spade