La prudenza di Letta: Su Imu nessun miracolo

Enrico Letta

 

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha ripreso a viaggiare per incontrare i partner europei. Dopo il tour de force della sua prima settimana da premier (in 3 giorni ha incontrato la Merkel, Hollande e Barroso) e dopo il faccia a faccia con l’omonimo spagnolo, ieri Letta è giunto a Varsavia per uno scambio di opinioni col primo ministro polacco, Donald Tusk.

Al centro del confronto, ovviamente, l’Europa, con la comune intenzione di “mitigare” il rigore fin qui perseguito con una serie di misure volte a rilanciare l’economia e lo sviluppo. Ma è soprattutto alle domande sulle faccende domestiche che il presidente del Consiglio ha dovuto rispondere nel corso della conferenza stampa allestita a conclusione del faccia a faccia. Interpellato sul decreto legge che verrà analizzato oggi nel corso del Cdm: “Vogliamo fare scelte concrete, scelte con i piedi per terra, sapendo quello che possiamo fare – ha dichiarato Enrico Letta – Il decreto di domani (oggi per chi legge, ndr) non sarà un decreto dei miracoli. Contiene alcune scelte che ci consentono di avere 100 giorni, di avere il tempo per poter fare delle riforme”. “Saranno riforme – ha poi precisato il premier – a favore delle imprese, delle famiglie, della lotta alla disoccupazione”.

Una prudenza che non sembra lasciare dubbi sulla difficoltà, per i partiti che compongono la coalizione di governo, di trovare un’intesa solida su Imu e ammortizzatori sociali. Come del resto dimostrato dalle parole del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che – ospite ieri sera della trasmissione televisiva Porta a porta – ha inoltrato una sorta di ultimatum al presidente del Consiglio. “Entro agosto bisogna fare la riforma complessiva della tassazione degli immobili, compresi i capannoni ha affermato l’ex ministro della Pa – altrimenti cadrà il governo”.