La proposta del Pd, alle elezioni solo i partiti, no ai movimenti

La proposta – Nel pieno della crisi economica in atto, in Senato è stato presentato un ddl per vietare ai movimenti la partecipazione alle elezioni, che sarebbe così destinata solo ai partiti, ovvero solo a chi gode di una personalità giuridica e uno statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
La legge è stata presentata da Zanda e Finocchiaro del Partito Democratico, e rischia di trascinare il quadro politico verso un muro contro muro, soprattutto con il Movimento 5 Stelle, primo partito Italiano, che si vedrebbe così escludere dal voto.
La legge non sarebbe destinata al Movimento 5 Stelle, spiegano dal Pd, una proposta simile, infatti, era già stata presentata un anno da Bersani.
 “E’ una proposta per garantire più democrazia interna nei movimenti politici in linea con quanto stabilisce l’art. 49 della Costituzione”, hanno spiegato dal Pd.
“La proposta di attuazione dell’art.49 Della costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l’avversione del pd per il Movimento 5 stelle”, ha poi spiegato la stessa Finocchiaro.

La replica del M5S – Il Pd dovrebbe pensare meno ai movimenti e pensare all’ineleggibilità di Berlusconi, è il commento rilasciato da Roberto Fico del Movimento 5 Stelle, “Il Movimento sta preparando con forza il percorso e le motivazioni da presentare in giunta per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Questi sono i fatti”.
La base del Movimento 5 Stelle fa sentire la sua voce, accusando il Pd di voler cancellare più di 8 milioni di cittadini che hanno votato il Movimento.

Matteo Oliviero