Lavoro: Giovannini pensa ai giovani

Giovannini

 

Che quella occupazionale sia l’emergenza in cima alla lista delle cose da fare è chiaro a tutti, eppure il dibattito politico continua a “incistirsi” su faccende palesemente secondarie. E’ successo anche ieri: il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, aveva anticipato qualche “buon proposito” ai giornali che lo avevano interpellato sulle priorità da fronteggiare, ma le sue parole sono rimaste sullo sfondo, vinte dalla quotidiana litigiosità dei soggetti politici.

“Da qui fino a giugno ci concentreremo sul piano giovani“, avrebbe detto ieri il successore della Fornero, precisando che “lobiettivo è ridurre la disoccupazione giovanile di 8 punti percentuale portandola al 30% dai livelli record attuali”. Non solo: “Ci sono interventi costosi e altri no – avrebbe aggiunto Giovannini – Per quelli che costano bisognerà aspettare le conclusioni del Consiglio europeo di giugno”, ma per gli altri si può già predisporre un piano. Partendo dalla revisione della riforma Fornero e dalle correzioni dei contratti a termine, oltre che dalla cosiddetta “staffetta generazionale”. In pratica un periodo di affiancamento in cui il neo assunto verrebbe “instradato” dal dipendente anziano, prossimo al pensionamento.

Un’idea, quest’ultima, ancora al vaglio dei tecnici del dicastero, che – insieme al ministro – stanno verificando se i costi di realizzazione sono vantaggiosi o meno. Quanto alla proposta, sponsorizzata soprattutto dal partito di Silvio Berlusconi, di ridurre il costo del lavoro per i nuovi assunti: “Non è detto che in questa fase economica questa sia necessariamente una priorità”, avrebbe parzialmente freddato l’ex numero uno dell’Istat.