Ue, la soddisfazione di Letta: Al prossimo consiglio parleremo di giovani

Enrico Letta

 

Soddisfatto ed emozionato: impegnato ieri nel suo primo Consiglio europeo a Bruxelles, il premier Enrico Letta si è definito così. A farlo gongolare è stato, soprattutto, il “disco verde” concesso dal presidente del Consiglio dell’Ue, Herman Van Rompuy, alla proposta italiana di dedicare il prossimo Consiglio europeo al tema della disoccupazione giovanile. Ma a “guastare” la performance transalpina di Letta sarebbe stata la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, che – prima di andare via – al presidente del Consiglio italiano avrebbe dedicato scarsa considerazione.

“Sono molto soddisfatto del fatto che il presidente Van Rompuy abbia accettato la nostra proposta sul fatto che al prossimo Consiglio di giugno il tema della lotta alla disoccupazione giovanile sarà il punto qualificante, su proposta italiana”. E’ quanto ha dichiarato ieri in conferenza stampa Enrico Letta, a  conclusione del vertice di Bruxelles convocato per discutere di evasione fiscale e di energia. “Abbiamo un mese di iperlavoro per far sì che quell’appuntamento sia pieno di contenuti – ha spiegato il premier – Lavoreremo per questo”. 

Un impegno che, ha precisato il presidente del Consiglio, non potrà prescindere dalle iniziativa da adottare a livello nazionale, ma che dovrà poi essere orchestrato a livello globale. “Se c’è una cosa di cui sono convinto – ha continuato Letta – è che i cittadini europei hanno bisogno non di parole, ma di fatti e questa discussione di oggi mi lascia un certo spazio di ottimismo. Anche perché la questione sollevata dal successore di Mario Monti avrebbe trovato il consenso della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha proposto di convocare nella sua Berlino una riunione straordinaria dei 27 ministri del lavoro nel mese di luglio.

Peccato che a compromettere la performance di ieri di Enrico Letta sia intervenuta una ripresa – che ha già fatto il giro di tutti i network televisivi europei – nella quale la Merkel, passandogli accanto, non lo avrebbe degnato di un solo sguardo. Il frame ha scatenato accese discussioni, spingendo i più maliziosi a leggere nell’apparente indifferenza della Cancelliera il chiaro segnale di una “freddezza”, destinata a complicare i futuri rapporti di lavoro col collega italiano. Ma è davvero così?