Letta agli industriali: Siamo dalla stessa parte

Enrico Letta

 

Intervenuto ieri all’Assemblea annuale di Confindustria, il premier Enrico Letta ha cercato di rinsaldare il rapporto con gli imprenditori sfiancati dalla crisi. “Siamo dalla stessa parte”, ha scandito il capo del governo, che ha ribadito la necessità di modulare il futuro dell’Italia a quello dell’intera Europa.

“Oggi possiamo dire che è finito il girone di andata, che è durato per più di un decennio, quando si è pensato che l’Italia e l’Europa potessero fare a meno dell’industria“. E’ quanto ha dichiarato ieri Enrico Letta all’assemblea degli industriali convocata a Roma. Un incontro importante, nel corso del quale sono state evidenziate la troppe fragilità del nostro sistema industriale, ormai prossimo al collasso. Da qui l’intenzione di risalire la china: L’obiettivo – ha detto il premier – è che nel 2020 il 20% del Pil sia prodotto dall’industria, dalla manifattura in Europa e in Italia. È uno sforzo importante, ma credo che dobbiamo farlo se vogliamo che l’Europa torni ad essere leader nel mondo”.

Quanto alla politica: “Forse in ritardo – ha ammesso il presidente del Consiglio – ma la politica ha imparato la lezione. Se non si riesce ad essere credibili, austeri, con costi della politica ridotti, non c’è possibilità di svolgere un’azione efficace. Abbiamo voluto dare un segno con l’abolizione del doppio stipendio per i parlamentari che fanno anche parte del governo – ha spiegato Letta – Continueremo con la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione del finanziamento ai partiti e la cancellazione delle Province dalla Costituzione”. “Non so se ce la faremo – ha aggiunto il premier – ma ce la mettiamo tutta“.

E che l’impresa sia particolarmente difficile, lo ha ricordato anche il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi: “Ciò che manca è il tempo – ha osservato – bruciato nelle parole spese vanamente, perché il Nord è sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta. E’ questo quello che vogliamo?”.