Elezioni: a Roma Marino insidia Alemanno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:49

Marino e Alemanno

 

I numeri registrati ieri nella Capitale prefigurano cieli sereni per Ignazio Marino e nuvole minacciose per Gianni Alemanno, ma in questo squarcio finale di primavera tutto può ancora accadere. Il chirurgo occhialuto del Pd ha guadagnato ieri il 42,9% dei consensi, staccando di oltre 12 punti il suo sfidante al secondo turno, Gianni Alemanno, inchiodato al 30%.

In pratica le possibilità che l’ex aennino resti al Campidoglio sembrano farsi davvero scarse, ma nel quartiere generale dell’ancora sindaco di Roma si respira aria di ottimismo. “Siamo al ballottaggio, un dato importante – si legge nel blog ufficiale di Alemanno – Non va inteso come il secondo tempo di una partita, ma come una partita tutta diversa, nuova e aperta che noi combatteremo fino alla fine per ottenere il miglior risultato per Roma. C’è stato un forte astensionismo, è vero – si legge ancora nel blog del primo cittadino – ma dobbiamo riportare al voto quella metà dei romani che al primo turno non ha votato. Riusciremo a rimontare“.

Certo l’impresa sarà a dir poco impegnativa. Il 12,4% dei romani che ieri (al primo turno) ha scelto di votare il candidato del M5S, Marcello De Vito, difficilmente premierà al ballottaggio il sindaco uscente. Più facile che alcuni “dirottino” la loro preferenza verso il candidato di centrosinistra o che – cosa ancora più probabile – decidano di ingrossare le fila degli astensionisti rimanendo a casa. Più complicato fare previsioni, invece, sul “bottino” elettorale dell’imprenditore Alfio Marchini. I votanti che ieri lo hanno premiato (9,3% dei romani) non simpatizzano, in linea teorica, per nessun schieramento politico particolare e potrebbero per questo spianare la strada all’imprevedibile.

E Ignazio Marino? Il momentaneo successo del democratico, che all’interno del suo partito ha spesso assunto posizioni critiche (è stato tra i pochi a non accordare la fiducia al governo Letta-Alfano), è oggetto di animate discussioni. Tra le osservazioni più “puntute”, quella della neo governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani: “Io e Marino vinciamo nonostante il Pd – ha dichiarato ieri – Durante le mie elezioni, non posso dire che il mio partito abbia fatto bene o che abbia dato una mano ai suoi amministratori nel territorio. Allora dissi e lo dico anche adesso che abbiamo vinto nonostante il Pd”. Una tesi insostenibile per i “quadri” del partito: il successo elettorale dei candidati Pd non può essere svincolato, a loro giudizio, dal sostegno (e dalla presunta forza) dello stesso partito.

 

 

 

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!