Elezioni: la lettura di Grillo sul flop del M5S

Grillo

 

All’indomani delle elezioni amministrative che hanno confermato la montante disaffezione dei cittadini per la politica (il dato sull’astensione ha raggiunto quote impressionanti), è tutto un fiorire di analisi e commenti. Ad uscirne con le “ossa rotte” è stato anche il Movimento 5 Stelle, costretto a “veleggiare” su percentuali vistosamente più basse rispetto a quelle raggiunte – a livello nazionale – lo scorso febbraio. Le cause? A fornire la sua personale lettura è stato Beppe Grillo, che sul suo blog ha parlato di due Italie, in bilico tra il mantenimento dello status quo e la voglia di cambiamento.

Interpellato ieri da molti organi d’informazione, il mancato sindaco di Roma a 5 Stelle, Marcello De Vito, tra i motivi che hanno influito a determinare (a  suo giudizio) la pesante “debacle”,  ha indicato anche la cattiva e parziale attenzione che i giornalisti gli avrebbero destinato. Un’interpretazione non condivisa da Beppe Grillo: “Non è corretto attribuire il (mancato) voto di ieri al M5S – ha scritto il blogger – ai pennivendoli che da dopo le elezioni politiche diffamano h24 il M5S sui giornali e su tutte le reti televisive. Non è giusto”“Il risultato delle elezioni comunali – ha continuato nel suo ragionamento l’ex comico – non è stato frutto di cittadini disinformati. Al contrario, il voto, in quanto comunale, vicino alla realtà quotidiana, è stato dato in piena coscienza“.

Le ragioni dell’insuccesso dei 5 Stelle vanno dunque rintracciate altrove. “Esistono due Italie – ha osservato Grillo – la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B – ha proseguito il “megafono” del M5S – di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo“. “Queste due Italie – ha spiegato il blogger – sono legate tra loro come gemelli siamesi, come la sabbia di una clessidra. L’Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell’Italia B, ma quest’ultima sta morendo”. 

Da qui la considerazione finale: “Il M5S ha commesso errori, chissà quanti – ha riconosciuto il genovese – ma è stato l’unico a restituire, nella storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato, a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa. L’Autunno Freddo è vicino e forse, per allora, l’Italia A – ha concluso Beppe Grillo – capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno”.