Pd litigarello sulla legge elettorale: respinta alla Camera mozione Giachetti

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Chi si era illuso che la nomina del “traghettatore” Guglielmo Epifani alla guida del Pd avesse allontanato le insidie di spaccature interne al partito è stato contraddetto dai fatti. Le nuove tensioni democratiche si sono consumate dentro e fuori l’aula di Montecitorio, dove ieri si è parlato di riforme. A destare malumori la proposta – avanzata dal vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti – di sostituire l’attuale legge elettorale, il Porcellum, con il vecchio Mattarellum.

La proposta Giachetti aveva in principio incrociato il consenso di un centinaio di colleghi di partito (di area “renziana”), ma nel corso del pomeriggio la situazione ha assunto tutto un altro profilo. A dissuadere i democrat pro-Mattarellum sarebbero state le numerose telefonate partite dall’apparecchio del capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, che avrebbe invitato i suoi a ricompattarsi rinviando la discussione sulla riforma elettorale a tempi migliori.

A sconfessare la proposta di Giachetti è stata anche Anna Finocchiaro:“Penso che la mozione Giachetti – ha commentato l’ex capogruppo al Senato – sia stata presentata in modo assolutamente intempestivo“. Parole che hanno fatto sbottare il diretto interessato: “Intempestivo? – ha replicato – Aspettando la tempestività da 10 anni andiamo a votare con il Porcellum”. A “remargli contro” anche il premier Enrico Letta, che ha ieri formalmente invitato il collega di partito a ritirare la sua mozione. Giachetti si è rifiutato e ha, alla fine, dovuto fare i conti con la realtà: la sua proposta è stata respinta con 415 no e 138 sì (del Movimento 5 Stelle e di Sel). L’unico democratico a votarla è stato lui stesso.

A conclusione della convulsa giornata, è stato lo stesso presidente del Consiglio a riassumere quanto accaduto: “Mettere il carro davanti ai buoi vuol dire far deragliare il carro – ha spiegato Letta – Della forma della legge elettorale discuteremo nel corso dell’iter delle riforme, e non in questo momento che è il punto di partenza del processo riformatore. La questione è di metodo e di tempi – ha assicurato il premier – non di sostanza”.

Sarà, ma per un attimo la mozione presentata ieri dall’ex radicale ha creato grande scompiglio, come testimoniato dal capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta“La mozione Giachetti è un grosso problema per il governo perché è chiaro che è contro il governo e contro Enrico Letta – ha osservato il pidiellino – Ho fiducia che ritirino il testo perché così non si può andare avanti”. “Il Pd si decida – ha ironizzato l’ex ministro – o è di Letta o è di lotta”.