Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Rodotà a Grillo: La rete non basta, adesso bisogna cambiare

Rodotà a Grillo: La rete non basta, adesso bisogna cambiare

 

Osannato da tutte le piazze “rosse”, il mancato inquilino del Colle, Stefano Rodotà, è diventato negli ultimi mesi un vero e proprio maitre-a-penser. Intervistato oggi dal Corriere della Sera, il costituzionalista partigiano dei “beni comuni” ha analizzato il risultato elettorale del Movimento 5 Stelle e invitato Grillo e Casaleggio a cambiare passo.

“La rete da sola non basta. Non è mai bastata. Guardiamo l’ultima campagna elettorale: Grillo è partito dalla rete, poi ha riempito le piazze reali con lo tsunami tour. Ma ha ricevuto anche un’attenzione continua dalla televisione“. A dichiararlo è stato Stefano Rodotà, invitato dal Corriere della Sera a fornire la sua personale lettura sullo “stato di salute” del Movimento 5 Stelle. Se si vuole sostenere che c’è una discontinuità radicale con il passato non è così – ha aggiunto il costituzionalista – anche per Obama è stato lo stesso. Si parte dalla rete, ma poi si va oltre”. 

“Un movimento nato dalla rete, che ha svegliato una cultura politica pigra – ha proseguito nella sua analisi Rodotà – una volta entrato in Parlamento deve cambiare tutto. E non può dire ai parlamentari: non dovete elaborare strategie”. E sul deludente risultato registrato alle ultime amministrative: “Non hanno capito che la rete non funziona nello stesso modo in una realtà locale o su scala nazionale – ha sottolineato l’ex presidente di Sinistra indipendente – Il candidato sconosciuto della rete si trova in difficoltà rispetto a chi ha una forte presenza territoriale”.

Per il giurista, insomma, il Movimento deve rimboccarsi le maniche e inoltrarsi verso un sentiero di reale innovazione. “Ora Grillo e Casaleggio devono rendersi conto che siamo entrati in una fase nuova e che quello che ha determinato il successo – ha notato Rodotà – non è un ingrediente che può essere replicato all’infinito. Per esempio: alle Europee cosa faranno? Una campagna fortemente antieuropeista, come Berlusconi? Sarebbe un rischio enorme – ha tagliato corto il costituzionalista – Cresce enormemente la responsabilità della sinistra”.