Berlusconi: Prima riforme istituzionali, poi la legge elettorale

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Silvio Berlusconi manca da Roma da qualche giorno. La sua assenza ha scatenato le costruzioni giornalistiche più ardite, orientate a ipotizzare che il presidente del Pdl stia nuovamente meditando sulla possibilità di farsi da parte per favorire l’ascesa del suo “successore al trono”. L’investitura di Angelino Alfano (già segretario, vicepremier e ministro dell’Interno) sembrerebbe destinata a perdere “quotazioni”, mentre a salire sarebbero quelle della pasionaria Daniela Santanchè, indicata da molti (ma non da tutti) come la più carismatica – e dunque la più meritevole – delle “amazzoni” azzurre.

Sia come sia, il Cavaliere ha scelto oggi di concedersi in televisione, intervenendo alla trasmissione La telefonata su Canale 5. Nel corso dell’intervista, l’ex presidente del Consiglio ha ricordato quelle che – a suo giudizio – sono le priorità che il governo dovrà affrontare, riservando alla riforma della legge elettorale un posto periferico. “Dobbiamo parlare dei problemi veri perché gli italiani non mangiano pane e legge elettorale – ha spiegato Berlusconi – Quanto a quella attuale (il Porcellum, ndr), l’importante è che ce ne sia sempre una in vigore nel caso si debba andare a nuove elezioni”.

“Poi in un tempo adeguato – ha continuato il presidente del Pdl – facciamo le riforme istituzionali che sono indispensabili al Paese, vale a dire i poteri del presidente del Consiglio, il dimezzamento del numero dei parlamentari, l’obbligo per il Parlamento di approvare una legge in 120 giorni al massimo. Ma soprattutto – ha precisato l’ex premier – è fondamentale dare ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente il capo dello Stato“. Un’agenda che non sembra coincidere perfettamente con quella illustrata da Enrico Letta nel suo discorso d’insediamento alle Camere.

Ma per Berlusconi è necessario spingersi oltre: “Con le risorse esistenti – ha detto – è assolutamente possibile abolire l‘Imu sulla prima casa e sull’agricoltura ed evitare l’aumento dell‘Iva. Ci sono poi altre misure, come la grande riforma di Equitalia e la fondamentale riforma sulle autorizzazioni burocratiche che si devono trasformare in controlli successivi alla realizzazione delle opere, che sono a costo zero – ha spiegato il Cavaliere – e possono dunque essere realizzate sin da subito”.

E sui rumors (sempre più insistenti) che raccontano di montanti tensioni all’interno del suo partito, con la “sclerotizzazione” dei rapporti tra i cosiddetti “falchi” e le “colombe”: “Non c’è nessuna divisione all’interno del Pdl – ha smentito l’ex presidente del Consiglio – Non ci sono né falchi né colombe, come sostengono sbagliando i giornali. Sosteniamo il governo con convinzione spingendo sui nostri obiettivi e ciascuno – ha sottolineato il presidente del Pdl – fa benissimo la sua parte, ministri e parlamentari: c’è un grande gioco di squadra“.