Letta: Il mio governo? L’unico possibile. E non lo guida Berlusconi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:28

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Nella sua trasferta fiorentina di ieri, il premier Enrico Letta – intervistato dal direttore del quotidiano La Repubblica, Ezio Mauro, a Palazzo Vecchio – è tornato a sponsorizzare  l’attività del suo governo.

“Non credo ci fossero alternative: l’alternativa era tornare ancora una volta al voto e questo avrebbe creato un caos istituzionale ancora maggiore”: è quanto ha replicato ieri il presidente del Consiglio, Enrico Letta, all’ennesima obiezione sul governo delle “larghe intese” che ha suscitato reazioni contrastanti nel nostro Paese. “Il mio – ha rimarcato il premier nel corso di un evento pubblico organizzato dalla Repubblica a Firenze – è un governo di servizio al Paese e di necessità. Questo è l’unico pertugio e bisogna passare attraverso questo sentiero”.

E quando l’intervistatore gli ha fatto notare che la sensazione generale è che sia Silvio Berlusconi a dettare la rotta: “Non è Berlusconi a dare la linea”, ha risposto secco Letta, che ha invitato ad attendere i risultati elettorali (dei ballottaggi) di lunedì. La coabitazione col Cavaliere – ha garantito – non provocherà “scossoni” al suo esecutivo, anche se le vicende giudiziarie del presidente del Pdl dovesse complicarsi ulteriormente: “Penso che non ci sarà nessuna influenza sul governo – ha dichiarato il premier – e mi auguro senso di responsabilità da parte di tutti i parlamentari della maggioranza perché è inutile alzare bandiere e bandierine sapendo che è una cosa velleitaria”.

E l’ipotesi, accarezzata anche da Silvio Berlusconi, di “smarcarsi” dal rigorismo europeo dettato dalla Merkel e di svincolarsi dalla moneta unica? “Uscire dall’euro – ha tagliato corto Letta – sarebbe il disastro finale per l’Italia, sarebbe un gravissimo errore. Ci vuole più Europa, non meno”. Invitato, infine, a focalizzare l’attenzione sulle cose da fare in Italia, l’ex vice di Bersani è tornato a parlare di riforme, indicando nella riduzione del numero dei parlamentari e nella modifica della legge elettorale (insieme agli interventi sul lavoro) le priorità da fronteggiare.

Quanto all’Imu:Voglio adempiere agli impegni presi, fissando nel 31 agosto – ha precisato Letta – la data entro cui riformare l’Imu senza fare quello che generazioni prima della mia hanno fatto: sfasciare i conti pubblici”.  Meno fiducioso, invece, sull’Iva: “Dico che ci proveremo a evitare l’aumento dell’Iva – ha dichiarato il premier – ma non lo decidiamo noi: quell’aumento nasce nel 2011. Faremo di tutto, ma tra i poteri del governo – ha ricordato Letta – non c’è quello di stampare moneta”.

In mattinata, il capo del governo aveva incontrato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Un tete-a-tete teso a dimostrare come tra i due “giovani” del Pd (che hanno presumibilmente parlato di assetti politici futuri) non esista alcuna conflittualità. “Chi pensa che noi rinverdiremo antiche storie di galli nel pollaio – ha tagliato corto Letta – ha sbagliato film”.