Il Pdl verso l’innovazione, ma con quale leader?

Silvio Berlusconi

 

Il mistero rimane fitto sulla presunta operazione di restyling del Pdl. Dalla “disfatta” elettorale delle amministrative, Silvio Berlusconi ha centellinato le sue apparizioni pubbliche e ha mantenuto un profilo più che basso su tutte le questioni nodali. Corre voce che il Cavaliere sia tutto proiettato sulle sentenze in arrivo e stia per questo evitando accuratamente ogni possibile “scivolone”. Un buen ritiro strategico, che gli avrebbe permesso di concentrarsi sul rinnovamento del partito, come annunciato qualche giorno fa da Daniela Santanchè.

A fornire qualche dettaglio in più è stato Daniele Capezzone che in una nota diffusa ieri, ha marcato l’accento sul termine “innovazione”. “L’avvio di discussione e le prime proposte del presidente Berlusconi sul riassetto organizzativo del movimento – ha scritto – confermano che per lui il centrodestra liberale deve tenere alta la bandiera dell’innovazione”. “E questa innovazione vale su due piani – ha spiegato il pidiellino – Da un lato, sul terreno dei contenuti, con una chiara impronta riformatrice e liberale: per mettere in discussione la fallimentare austerity europea, per un grande alleggerimento fiscale, per una coraggiosa opera di taglio alla spesa pubblica improduttiva, per rivedere radicalmente i metodi di Equitalia e per una grande opera di sburocratizzazione. E dall’altro lato – ha continuato Capezzone – sul terreno organizzativo, con soluzioni coraggiose, che colgano il meglio della buona politica e insieme l’apertura alla società e al mondo produttivo”.

Parole ancora troppe fumose. Tra i nodi principali da sciogliere resta innanzitutto quello relativo alla leadership. Chi potrebbe succedere a Silvio Berlusconi nella “reggenza” del partito? La segreteria di Angelino Alfano è stata già criticata da molti pidiellini che avrebbero esplicitamente chiesto all’ex premier di puntare su qualcun altro. E stando a un’indiscrezione riportata ieri dal quotidiano La Repubblica, il Cavaliere starebbe valutando la possibilità di “ingaggiare” un outsider come l’ex candidato sindaco di Roma, Alfio Marchini. L’imprenditore, nel corso della campagna elettorale, ha dato prova di spiccate capacità comunicative e ha per questo calamitato su di sé l’interesse dal Cavaliere. Che lo avrebbe contattato per “imbastire” una trattativa.

Ma a smentire ogni cosa è stato lo stesso Marchini: “Non vedo Berlusconi da dieci anni, forse di più – ha detto – E comunque se mi chiedesse di guidare il nuovo Pdl gli risponderei di noSe lo avessi voluto nel solco delle cose che già esistono, quando mi sono candidato a sindaco – ha spiegato Marchini – avrei scelto uno schieramento o l’altro. Ma in Italia c’è bisogno di una cosa completamente nuova e diversa, non considero l’offerta politica adeguata alle esigenze del Paese”. A Berlusconi toccherà cercare altrove.