Brunetta replica a Letta: Aumento Iva deciso dal governo Monti

Palazzo Chigi, conferenza stampa di presentazione del servizio anticorruzione e per la trasparenza

 

“L’aumento dell’Iva c’è già e non è figlio di scelte prese dal mio governo”, ha affermato ieri Enrico Letta nell’intervista concessa alla trasmissione In mezz’ora. Un’affermazione con la quale il presidente del Consiglio ha sostanzialmente “scaricato” la responsabilità dell’incremento dell’odiata imposta (che, salvo repentini interventi, scatterà dal prossimo 1 luglio) ai due governi che lo hanno preceduto: quello di Silvio Berlusconi e di Mario Monti. Ma il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, non ci sta e in un’intervista rilasciata ieri a Sky Tg24 ha fornito la sua versione dei fatti.

“Sono le norme introdotte dal governo Monti che prevedono l’aumento delle aliquote Iva e non, come superficialmente affermato da tanti, il D.L. 98/2011 del governo Berlusconi”. E’ quanto ha sostenuto ieri l’ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, replicando alle dichiarazioni rilasciate dal premier Enrico Letta. “Visto la delicatezza dell’argomento – ha precisato il pidiellino – vorremmo ricordare a noi stessi e quindi al presidente Letta come sono andate realmente le cose, per evitare confusione o giudizi ingenerosi”. 

Una puntualizzazione con cui il capogruppo dei deputati berlusconiani è tornato sulla scivolosa questione dell‘Iva rinnovando il pressing della sua parte politica sulla squadra di governo. “Nessuna forzatura da parte di nessuno – ha assicurato Brunetta – se non la richiesta che gli impegni di governo vengano mantenuti e questa è una richiesta che noi rivolgiamo certamente al presidente Letta, ma anche a tutti ministri, in primis al ministro dell’Economia, il tecnico Saccomanni. Spetta al governo nella sua interezza, e al ministro Saccomanni nella sua competenza – ha insistito il capogruppo del Pdl alla Camera – di rispondere al programma di governo”.

“I conti li conosce il ministero dell’Economia – ha aggiunto Brunetta che non ha mai tradito grande simpatia per l’attuale ministro delle Finanze – Non ci sto al gioco che io faccio una proposta e poi Saccomanni dice ‘bocciata’. Semmai è il contrario: è Saccomanni a fare delle proposte e il Parlamento, che è sovrano, a dire sì o no. L’onere ce l’ha il governo, ce l’ha il presidente Letta, ce l’ha il vice premier Alfano – ha spiegato l’ex ministro – Nello specifico, l’onere della copertura rispetto agli impegni presi in sede programmatica dal presidente Letta, ce l’ha il ministro Saccomanni, dopo di che il Parlamento, che è sovrano – ha ribadito Brunetta – deciderà”.