Processo Ruby: il brutto giorno del Cavaliere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51

Berlusconi Ruby

 

I giudici della quarta sezione del Tribunale di Milano hanno appena emesso la condanna a carico dell’imputato Silvio Berlusconi. Per lui sette anni di reclusione (uno in più rispetto  a quelli richiesti dall’accusa) e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’ex presidente del Consiglio è stato condannato in primo grado per concussione e prostituzione minorile nel processo denominato “Ruby” (dal nome dell’allora 17enne marocchina con cui il Cavaliere avrebbe avuto rapporti sessuali).

La presidente della quarta sezione del Tribunale milanese, Giulia Turri, ha inoltre letto un lungo elenco di ragazze (le ospiti abituali delle cene di Arcore) i cui profili legali verranno sottoposti a ulteriori accertamenti. Il sospetto è che le giovani donne chiamate a testimoniare in Aula dai legali di Silvio Berlusconi (tra loro anche la senatrice Maria Rosaria Rossi e l’europarlamentare Licia Renzulli) abbiano reso false testimonianze.

“E’ una sentenza larghissimamente attesa, al di fuori della realtà e degli atti processuali, faremo appello – ha annunciato il difensore del Cavaliere, Niccolò Ghedini – Sono tre anni che dico che qui non si può fare questo processo. Oggi è avvenuto un fatto estremamente grave“.

La notizia della condanna in primo grado di Silvio Berlusconi ha suscitato grande clamore e la compatta levata di scudi del Pdl. “E’ una sentenza abnorme e surreale, con un colpevole e nessuna vittima – ha commentato il capogruppo al Senato, Renato Schifani – D’altronde, aspettarsi dal tribunale di Milano una decisione favorevole al presidente Berlusconi è  praticamente impossibile – ha rincarato Schifani – Una certa magistratura è capace di negare anche l’evidenza pur di colpire l’avversario politico di sempre”.

Tranchant anche il commento di Daniela Santanché (unica pidiellina presente in Aula alla lettura del verdetto): “Volevo vedere queste donne che usano altre donne per colpire un uomo – ha detto – Qua di giustizia oggi non c’è assolutamente niente: questa è una farsa, un processo che non avrebbe mai dovuto celebrarsi perché non c’è stata concussione. Sappiamo che questa è una sentenza politica – ha rincarato la pasdaran del Cavaliere – ma almeno hanno avuto la decenza di togliere la scritta ‘la legge è uguale per tutti’ dall’Aula“.