Prodi: La mia gara è finita, lascino anche gli altri

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My game is over” (“La mia gara è finita”): è quanto ha scritto oggi l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in una lettera destinata al direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli.

“Caro direttore, vorrei rispondere ai tanti riferimenti che, anche sul vostro giornale, sono apparsi riguardo a mie presunte posizioni relative alla vita interna del Partito democratico e al mio possibile sostegno a questo o quel protagonista. Ribadisco che ho definitivamente lasciato la vita politica italiana”. A scriverlo questa mattina in un’epistola pubblicata sulle colonne del Corriere della Sera è stato Romano Prodi.  

“Ad essa riconosco di avermi concesso esperienze fondamentali e non poche soddisfazioni personali, che spero abbiano offerto un positivo contributo al Paese – ha continuato l’ex premier – Ho affrontato due sfide importanti, battendo un opponente politico che ritenevo e ritengo non idoneo al governo del Paese”. E sui suoi rapporti col Pd, che si sarebbero inevitabilmente deteriorati dopo il “tradimento” dei 101 “franchi tiratori” che hanno impedito la sua salita al Colle: Riguardo al Pd – ha spiegato Prodi – conservo non solo un senso di gratitudine, ma anche numerose e salde amicizie. Tuttavia in politica, come nello sport e forse in ogni attività, è preferibile scegliere il momento in cui finire il proprio lavoro, prima che questo momento venga deciso da altri o da eventi esterni”.

Ma è nel congedo che il Professore di Bologna ha “collocato” il messaggio più politico: “Riflettendo su tutto ciò – ha scritto – voglio infine augurarmi che, anche chi è stato sconfitto nei due confronti diretti, possa meditare sul fatto che non dovrebbe essere solo la mia gara a una fine“. Un messaggio (volutamente?) “sibillino”, che ha già scatenato le  interpretazioni più distanti. Se in molti credono, infatti, che Prodi abbia voluto fare esplicito riferimento al suo storico avversario politico, Silvio Berlusconi, non mancano coloro che individuano, invece, nelle parole dell’ex premier  una “stoccata” ai democratici votati alla sconfitta: Walter Veltroni e Pierluigi Bersani