F35: Sì ad acquisti già predisposti, su nuovi deciderà il Parlamento

F-35

 

La mozione riguardante l’acquisto degli F-35 non poteva che creare “scompiglio” alla Camera. La materia particolarmente incandescente ha, infatti, esasperato le distanze tra la maggioranza e l’opposizione rappresentata dal Movimento 5 Stelle e Sel. Alla fine è passata la linea dettata da Pdl, Pd e Scelta civica, che hanno rimesso al Parlamento la scelta di decidere sull’acquisto di eventuali ulteriori velivoli.

La mozione di maggioranza proposta ieri a Montecitorio ha incassato 381 sì e 149 no. Precedentemente era stata bocciata la proposta presentata da Sel (che ha srotolato in Aula bandiere della pace) e dal M5S, contrari all’acquisto dei cacciabombardieri. Il testo approvato ieri prevede, in pratica, che l’Italia rispetti gli impegni già presi confermando l’acquista di 90 F-35. Su “ulteriori” acquisti, invece, spetterà al Parlamento decidere. Stando alle stime diffuse da un sito specializzato, la spesa militare che il nostro Paese si accinge ad affrontare si aggira intorno a un miliardo di euro. Soldi che i deputati di Sel e del M5S avrebbero voluto destinare a ben altre voci.

Prima della votazione, il ministro della Difesa, Mario Mauro, ha fornito la sua versione dei fatti: “Gli F-35 – ha detto – sostituiranno i velivoli arrivati al termine del loro ciclo di vita e garantiranno il contributo dell’Italia a contenere i conflitti e contribuire alla pace“. “Non c’è nessun velivolo dell’aeronautica militare che si aggiunga nell’ottica di un’esibizione muscolare – ha affermato il ministro – ma c’è la necessità inderogabile di portare a compimento la revisione del nostro strumento militare”. “Non è cattivo l’aereo in sé – ha spiegato Mauro nel suo intervento alla Camera – è buona la democrazia e il Parlamento che, con il suo rigoroso controllo, consente di poter disporre di questi mezzi per conseguire la difesa della pace“.

Un concetto che il responsabile della Difesa ha ribadito anche fuori dall’Aula quando, incontrando i giornalisti, ha dichiarato: “Il Parlamento oggi ha capito che per amare la pace, a volte bisogna armare la pace”. Ma il clima nell’emiciclo è stato particolarmente teso, soprattutto quando il “cittadino” 5 Stelle, Alessandro Di Battista, ha preso la parola per commentare l’esito del voto. “Noi non ce la prendiamo con i deputati del Pdl – ha esordito – gli va riconosciuta una certa coerenza, noi ce la prendiamo con il Pd, il partito delle deroghe infinite, il partito delle promesse violate e dell’ipocrisia. Gli F-35 sono uno strumento di morte – ha tuonato Di Battista – molti deputati del Pd lo hanno dichiarato in campagna elettorale, hanno preso i voti con queste promesse e adesso votano una mozione ridicola che è una vera e propria ‘supercazzola’“.