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Idv: Di Pietro dimissionario tende la mano a Grillo

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Grillo e Di Pietro

 

Gli ultimi mesi non hanno regalato grosse soddisfazioni all‘Idv. Il partito di Antonio Di Pietro ha subito una pesante debacle, che ha costretto la dirigenza a fare autocritica. Da qui la decisione dello storico leader di farsi da parte per favorire l’avvio di una nuova fase politica, nella quale – ha dichiarato Di Pietro – auspicherebbe conquistare il sostegno del Movimento 5 Stelle.

“L’Idv non sta oggi per eleggere il suo Alfano, sta per eleggere il nuovo segretario ed io mi metterò a sua disposizione”. A dichiararlo ieri, nel corso del Congresso organizzato a Roma, è stato il presidente dimissionario dell’Idv, Antonio Di Pietro. Mi troverete e mi vedrete sicuramente nelle piazze e a raccogliere le firme – ha detto l’ex togato – ma a rappresentare l’Idv sarà il nuovo segretario politico”.

“L’Idv deve andare oltre la mera protesta – ha spiegato Di Pietro – deve costruire una proposta insieme al centrosinistra, ma con una classe dirigente che non cali più le braghe con la destra berlusconiana perché – ha rincarato l’ex pm – non credo sia accettabile che un capo dello Stato riceva un condannato in primo grado a 7 anni per concussione ai funzionari della Questura, invece che difendere da primo magistrato d’Italia i giudici che lo hanno condannato”. Una “stoccata” a Giorgio Napolitano che ha fatto il paio con la tesi esposta  qualche giorno fa da Beppe Grillo sul suo blog.

Ed è proprio al movimento ideato dall’ex comico genovese che l’ormai “padre nobile” dell’Idv sembra guardare con particolare interesse. “Al Movimento 5 Stelle – ha detto Antonio Di Pietro – va riconosciuto il merito di aver indirizzato la rabbia e la protesta dei cittadini verso l’esercizio democratico del voto e non verso le vetrine sfasciate e le auto incendiate”. “Adesso stanno vivendo la stagione della denigrazione, della calunnia e della diffamazione, come è successo a noi dell’Idv – ha osservato il presidente dimissionario – A loro dico: difendetevi nelle opportune sedi, mentre a Beppe dico: gli sforzi vanno uniti perché da soli, contro questi padroni della disinformazione – ha tagliato corto l’ex togato – si rischia di passare per carnefici quando, invece, siamo vittime”.