Da Franceschini a Napolitano: tutte le reazioni all’ultimatum di Monti

Mario Monti

 

Le dichiarazioni che il “sobrio” Mario Monti ha affidato due giorni fa alla sua bacheca Facebook hanno creato grande scompiglio. “Il governo cambi passo o Scelta Civica non lo sosterrà più”, ha sostanzialmente mandato a dire al premier Enrico Letta il Professore, che ha vergato un intervento che molti hanno letto come un seccante ultimatum e altri, invece, come un legittimo “pungolo”.

Tra le reazioni più muscolari, quella del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini“Mi dispiace che anche Monti partecipi a questa tendenza generale che è quella di minacciare la caduta del governo – ha dichiarato ieri ai microfoni della trasmissione televisiva Agorà – Sarebbe meraviglioso fare riforme strutturali con molte risorse. Quando uno poi legge le interviste: via l’Iva, via l’Imu o ridurre l’Irpef, fare grandi progetti di riforme… Ognuna di queste misure richiede delle coperture – ha ricordato il democratico – Noi siamo appena usciti dalla procedura d’infrazione a livello europeo, dobbiamo rispettare il 3%, abbiamo un calo dei consumi fortissimo, il Pil che sta calando da anni e, in questo quadro – ha affermato Franceschini – dobbiamo fare le cose possibili, non raccontare balle agli italiani o creare aspettative non soddisfacibili”.

Di tutt’altro avviso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha proposta una lettura ben più clemente delle dichiarazioni dell’ex premier: “Faccio molta fatica a prestare un volto minaccioso al Professor Monti – ha ironizzato l’inquilino del Colle da Zagabria – Ritengo che egli voglia soltanto giocare un ruolo di stimolo per l’ulteriore corso della politica del governo”.  Un ruolo (quello dello “stimolatore”) che il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, sta giocando da molte settimane e che lo ha, per questo, inevitabilmente spinto a solidarizzare col Professore.

“Al senatore a vita Monti – ha scritto ieri in una nota Brunetta – dico: benvenuto nel club. Con un paio di mesi di ritardo, ma benvenuto lo stesso. Anzi i club sono due. Quello degli ‘stimolatori’, come vedo lo chiama con benevolenza, data l’augusta presenza di Monti, il presidente Napolitano. E quello – ha aggiunto l’ex ministro della Funzione pubblica – dei cultori della ‘Grosse Koalition’“.

A ritornare sulle parole del loro leader, sono stati anche molti esponenti di Scelta Civica, tra cui il coordinatore politico, Andrea Olivero: “Ha ragione il presidente Napolitano – ha detto – Le parole di Mario Monti sono uno stimolo: non vogliono buttar giù il governo di Enrico Letta, ma renderlo governo di legislatura. Quando chiediamo un vertice di maggioranza – ha spiegato Olivero – Scelta Civica vuole contribuire a far sì che il governo di Letta vada avanti con più incisività”.

Più “puntuta” la reazione del deputato di Scelta Civica, Andrea Mazziotti, che ha voluto controbattere a quanto sostenuto dal ministro per i Rapporti con il Parlamento: E’ inutile che Franceschini cerchi di fare di ogni erba un fascio e accusi il senatore Monti di partecipare alla ‘tendenza generale’ di ‘minacciare la caduta del governo – ha detto – E’ esattamente il contrario. Noi vogliamo che il governo duri e faccia le cose giuste”.

“Franceschini dice che servono le coperture. Ed è questo il punto – ha continuato nella sua replica il “montiano” – Senza riforme vere e durature, senza l’austerity dello Stato, i soldi non ci sono. Bisogna avere coraggio – ha insistito Mazziotti – Riavviare la spending review che i partiti hanno impedito a Monti, dismettere il patrimonio pubblico inutile, svecchiare il Paese. Le risorse ci sarebbero, se solo ci decidessimo ad attaccare privilegi e corporativismi”.