Letta a Gerusalemme tra Shoah e problemi interni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:49

Italian Prime Minister in Jerusalem

 

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha scelto di allontanarsi (almeno fisicamente) dalle tensioni della politica interna con un viaggio in Medio Oriente. La prima tappa raggiunta è stata la città di Gerusalemme dove il premier ha visitato ieri lo Yad Vashem, il mausoleo della Memoria, e incontrato sia il primo ministro, Benyamin Netanyahu, che il presidente Shimon Peres.

“La Shoah è una ferita aperta che squarcia la terra di Gerusalemme e ci riguarderà per sempre”: sono queste le parole consegnate ieri da Enrico Letta, all’uscita dal mausoleo di Gerusalemme dedicato alle vittime dell’Olocausto. L’antisemitismo è un cancro dell’umanità e minaccia la pace di tutti i popoli – ha aggiunto Letta – Non dobbiamo e non vogliamo mai abbassare la guardia, soprattutto in un momento in cui – ha evidenziato il presidente del Consiglio – si affacciano i germi dell’antisemitismo nella nostra amata Europa“.

 

Parole cui hanno fatto seguito gli incontri con le massime autorità israeliane, alle quali Letta ha ribadito l’intenzione di occuparsi (anche in sede europea) della risoluzione della difficile situazione israelo-palestinese e confermato i rapporti di reciproca stima con l’Italia. Ed è proprio sulle vicende interne che alcuni giornalisti presenti ieri a Gerusalemme hanno interpellato il premier, incalzandolo specificamente sulle ultime dichiarazioni di Mario Monti.

“La politica italiana ha i suoi problemi – ha ammesso il capo del governo – giovedì mattina avremo un incontro della cabina di regia della maggioranza”. “Sono convinto che, com’è accaduto sempre in questi 60 giorni – ha aggiunto Letta – risolveremo i problemi che ci sono con atteggiamento costruttivo e attento alla concretezza dei problemi. Giovedì mattina faremo questo incontro – ha ribadito – e risolveremo tutto”.