Renzi ai dirigenti Pd: Non mi presto al tiro al piccione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:08

Matteo Renzi

 

Da una parte lui, dall’altra l’apparato romano. E’ questa la visione che Matteo Renzi sembra avere del suo partito. Il sindaco di Firenze è tornato ieri all’attacco della dirigenza del Pd con una newsletter in cui ha messo nero su bianco i suoi desiderata e denunciato la presunta ostilità dei capicorrente romani”.

“In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella sennò piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione”. L’ultima “sfuriata” del sindaco di Firenze ha assunto ieri la forma di una newsletter in cui non le ha mandate a dire ai vertici del suo partito.

“Il Pd deve affrontare i problemi degli italiani – ha osservato l’ex “rottamatore” – non giocare con le alchimie delle regole (che peraltro ci sono già, basta applicarle!). Sembra che il principale problema del centrosinistra sia sapere se mi candido alla guida del Pd o meno. Ho grande autostima – ha riconosciuto Renzi – ma continuo a pensare che ci siano problemi un po’ più seri del mio futuro. Specie in un momento come questo, in cui la politica ha il dovere di dare risposte concrete, nette, verificabili”.

La convinzione del primo cittadino di Firenze è che i dirigenti del suo partito stiano facendo di tutto per ostacolare la sua corsa personale (verso Palazzo Chigi) e abbiano, per questo, deciso di temporeggiare anche sulle regole che riguardano il prossimo congresso. Renzi vorrebbe che il futuro segretario del Pd fosse anche il candidato premier, ma in molti non la pensano come lui. “Faccio un appello ai dirigenti del Pd – ha tagliato corto il giovane democratico – non preoccupatevi delle mie mosse, ma datevi voi una mossa“.

L’attacco del fiorentino sembra aver spiazzato i “piani alti” del Nazareno. Nessun commento dal segretario Guglielmo Epifani né dal suo predecessore Pierluigi Bersani. Né tanto meno dagli aspiranti segretari, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. A esporsi è stato, invece, Beppe Fioroni: “E’ un errore paragonarsi ai piccioni – ha mandato a dire a Renzi – Sono animali che fanno branco, si muovono sempre assieme, sono una grande famiglia e attecchiscono facilmente. Inoltre, chi li vuole eliminare – ha ironizzato l’ex ministro – è punito penalmente”.

Meno scherzoso il commento di Massimo D’Alema“Renzi ha detto tante volte che vuole essere la persona che si candida a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni – ha dichiarato in serata ai microfoni del Tg1 – Aspetti le primarie per il leader del centrosinistra e ci consenta adesso di eleggere il segretario del partito”.

 

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