Pd: nuove ruggini tra Renzi e D’Alema

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39

D'Alema e Renzi

 

All’incontro “Fare il Pd”, organizzato ieri a Roma (tra gli altri) dal viceministro all’Economia, Stefano Fassina, c’erano molti democratici, ma non tutti. A farsi notare è stata, soprattutto, l’assenza del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, e dei suoi sodali. La mancata partecipazione dell’ex “rottamatore” ha stimolato, come sempre, piccate considerazioni, che hanno finito per infiammare l’ennesimo strappo tra “vecchia” e “nuova guardia”.

Un pomeriggio per parlare del partito e delle regole da fissare in prospettiva del congresso. L’appuntamento organizzato ieri nella sede romana del Pd ha attirato un numero importante di “big”: dal segretario Guglielmo Epifani al suo predecessore, Pierluigi Bersani, da Massimo D’Alema a Beppe Fioroni fino a Dario Franceschini. Mancavano Walter Veltroni e Rosy Bindi, ma soprattutto mancava Matteo Renzi, diventato immediatamente il “convitato di pietra” dell meeting, l'”innominato” di cui tutti i relatori hanno di fatto parlato.

Intercettato da Corriere Tv, l’ex premier Massimo D’Alema, non le ha mandate a dire al sindaco di Firenze: “Credo che Renzi giochi un po’ a fare la vittima perché pensa che gli sia comodo dal punto di vista dell’immagine – ha affondato – però è sbagliato. Dovrebbe essere qui anche lui ad ascoltare – ha rincarato D’Alema – come si fa normalmente in un contesto di persone che vivono nello stesso partito”. Una “puntura” che segna un nuovo palese allontanamento tra i due, dopo l’incontro avvenuto qualche tempo fa a Firenze sul quale si è tanto “favoleggiato”.

Impossibile per Renzi non replicare: “Anziché parlare delle mie mosse, si dessero una mossa loro – ha dichiarato in serata al Tg5 riferendosi al “ghota” del Pd – Quanto a D’Alema, io ho grande rispetto, grande stima; dopodiché, se uno si candida o non si candida, non è che chiede il permesso a D’Alema”. “Nel Pd si perde tempo a discutere di come ci organizziamo – si è lamentato l’ex “rottamatore” – L’Italia chiede che il Pd sia coraggioso, non che continui a dire, sulla base del passato, chi sta con chi e perché. Basta con le correnti“.

 

 

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