Province, Letta: Per abolirle basta cambiare nome

Enrico Letta

 

Sull’abolizione delle Province si è millantato tanto. L’ultimo intervento prospettato dal governo Monti prevedeva di ridimensionarne il numero con un decreto legge che la Corte costituzionale ha però bocciato nei giorni scorsi. L’iter avviato dal suo predecessore è stato, dunque, inaspettatamente bloccato ed Enrico Letta – che nel suo discorso d’insediamento alle Camere, ha posto il punto al centro del programma di governo – ha dovuto correre ai ripari.

“Come sapete, la Corte costituzionale ha bloccato il percorso di superamento delle Province che era iniziato precedentemente e a questo punto abbiamo ritenuto necessario, per dare seguito a ciò che il governo ha promesso alle Camere, rimanere vincolati a quell’impegno”. E’ quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel corso della conferenza stampa seguita al Cdm convocato ieri mattina.

“Abbiamo ritenuto di dover intervenire con l’intervento di maggior livello possibile – ha annunciato il premier – cioè abrogando il termine province da tutti gli articoli della Costituzione che lo contengono”. “Finché la parola provincia rimane in Costituzione – ha insistito Letta – qualunque intervento finisce in un vicolo cieco. Abbiamo ritenuto necessario fermarci e ripartire da capo con ordine: questo è quello che farà questo disegno di legge costituzionale“.

Ma si tratta solo di un primo step“Oggi abbiamo posto solo delle premesse – ha precisato il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello – Quando conosceremo le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale, proporremo una legge ordinaria che si appoggerà al provvedimento che abbiamo varato oggi in Cdm”. A tradire scarso entusiasmo per la soluzione individuata dal governo è stato il presidente dell’Upi (Unione Province d’Italia), Antonio Saitta: “Ma davvero il governo pensa che con un ‘provvedimento bandiera’ , che cancella con un tratto di penna la parola province dalla Costituzione e 150 anni di storia del Paese, si riconquisti la fiducia degli italiani nella politica?”, ha dichiarato.

“Basterebbe uscire dai Palazzi e tornare sui territori – ha proseguito Saitta – per capire che la sfiducia dei cittadini è tutta nell’incapacità di dare risposte sui problemi veri, sulle emergenze sociali, sul dramma della disoccupazione e sulla crisi dell’economia. Se il governo, come ha detto, crede che l’abolizione delle Province possa servire a nascondere le vere emergenze – ha rimarcato il presidente dell’Upi – davvero non conosce il Paese”.