Brunetta contro Boldrini e Grasso: Lavorano per minoranze estremiste

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:47

Renato Brunetta

 

Renato Brunetta, si sa, è uomo che non le manda a dire. Per nulla ostile a telecamere e taccuini, l’attuale capogruppo del Pdl alla Camera non perde mai occasione per esprimere la sua opinione sulle questioni più spinose o per consegnare il suo giudizio (spesso tranchant) sui protagonisti della scena politico-economica italiana (e non solo). In una nota vergata ieri, il capo dei “falchi” berlusconiani ha colpito ancora, raggiungendo questa volta i presidenti della Camera e del Senato.

“Le presidenze delle due Camere sono oggi totalmente dissonanti rispetto al sentimento di una larghissima maggioranza, non solo del Parlamento ma dell’intero Paese”. E’ quanto ha sentito il bisogno di precisare ieri in una nota l’ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Rischiano di vanificare così il cammino difficile ma produttivo che la grande coalizione di Letta e Alfano sta intraprendendo – ha continuato – Non abbiamo certo bisogno di massimi rappresentanti delle istituzioni che lavorino per disegni organici a minoranze estremiste“.

Cosa ha spinto il capo dei deputati del Pdl a sferzare un giudizio così severo su Laura Boldrini e Pietro Grasso, è presto detto: “Ci sono gesti che preoccupano – ha scritto Brunetta – Nei giorni scorsi il presidente Boldrini si è schierata senza nemmeno un velo di pudore dalla parte della Fiom rifiutando di incontrare non tanto l’ad di Fiat Marchionne, quanto la grandissima parte dei lavoratori di Val di Sangro, quasi che la cittadina presidente – ha rincarato l’ex ministro – debba rispondere non al popolo italiano, ma a Landini e Vendola“.

“Il presidente Grasso, a sua volta – ha continuato il pidiellino – domenica scorsa aveva di fatto preconizzato una nuova maggioranza sostenuta dai grillini, costringendo il capo dello Stato a riparare i danni minimizzando”. “E’ bene che la strana coppia – ha affondato sul finale Renato Brunetta – recuperi il senso delle istituzioni e la finisca di coltivare velleità non in linea con il proprio compito di rappresentanza democratica”.

Le reazioni? Il presidente del Senato ha preferito non commentare la piccata nota di Brunetta, mentre Laura Boldrini ha affidato al suo portavoce, Roberto Natale, il compito di replicare. “Solo forzature polemiche (politiche o editoriali) possono leggere come scelta di parte, e non istituzionale, l’appello rivolto dal presidente della Camera al mondo sindacale e a quello imprenditoriale – ha spiegato Natale – Tutti siamo chiamati a sfide nuove”.

 

 

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