Letta: Sentenza Berlusconi? Non ci saranno conseguenze sul governo

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Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, è stato l’ultimo ospite intervistato ieri da Giovanni Floris nell’ultima puntata stagionale di Ballarò. Incalzato sui temi del giorno – l’udienza fissata dalla Cassazione per il processo Mediaset e il declassamento dell’Italia da parte della Standard &Poor’s – il premier ha tradito grande cautela e all’ennesima domanda del conduttore su Silvio Berlusconi“Non esiste solo lui – ha replicato – Parliamo dei problemi degli italiani”.

Ma andiamo con ordine. Il giudizio che l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha emesso ieri nei confronti dell’Italia è tutt’altro che gratificante: il declassamento da BBB+ a BBB dei nostri titoli di Stato ci ha proiettato verso scenari grigi, su cui Enrico Letta non ha potuto tacere: “La situazione rimane seria – ha commentato il premier – e, ovviamente, l’Italia, col debito così alto, rimane vigilato speciale“.

Quanto alla notizia “detonata” nel pomeriggio riguardante l’ennesima “tegola” giudiziaria di Silvio Berlusconi: “Confermo quel che ho detto sin dall’inizio – ha dichiarato Letta –  penso che sia assolutamente fondamentale che venga rispettata l’autonomia tra i poteri dello Stato e penso, come presidente del Consiglio – ha aggiunto – di non dover commentare sentenze, date di sentenze o procedimenti”. Ma incalzato sulla possibilità che un eventuale condanna in via definitiva del leader incontrastato del centrodestra possa avere conseguenze (anche serie) sul suo governo: “L’ho già detto alla BBC questa mattina – ha risposto il premier – sono convinto che non ci saranno conseguenze sulla vita del governo”. 

“Il nostro è un mandato limitato negli obiettivi e nel tempo – è poi tornato a spiegare l’ex vicesegretario del Pd – Ci siamo dati come scadenza i 18 mesi in cui si può fare la riforma costituzionale che elimina il bicameralismo paritario italiano, si può cambiare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, fare le riforme economiche e gestire quei 6 mesi in cui l’Italia presiederà l’Unione europea”.

Obiettivi ambiziosi, che il premier spera di centrare con l’ausilio di tutti, anche delle opposizioni con cui vuole stringere “un rapporto franco e leale – ha detto – che rafforzi il dibattito parlamentare”. E sull’eterna diatriba che riguarda l’Imu“Lavoreremo per un suo superamento – ha ribadito il presidente del Consiglio – L’impegno che ci siamo presi è che sulla prima casa la toglieremo, ma ne parleremo e la faremo al momento giusto cioè quando non si dovranno fare pazzie per le coperture”.