Processo Mediaset: la versione della Cassazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:10

Cassazione

 

Per una volta ai giudici della Corte suprema di Cassazione è toccato difendersi. Le reazioni dei sodali politici e dei difensori di Silvio Berlusconi hanno spinto i giudici a vergare una nota nella quale hanno sostanzialmente spiegato che la fissazione al 30 luglio dell’udienza per il processo Mediaset è avvenuta “nel rispetto della normativa processuale”. Come confermato poco dopo dal presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce: “Abbiamo fissato l’udienza prima della prescrizione – ha spiegato – anche per evitare responsabilità disciplinari“.

A insolentire gli alti giudici devono essere stati non solo i commenti di Franco Coppi – uno dei difensori di Silvio Berlusconi che, alla notizia dell’udienza fissata per il 30 luglio, ha dichiarato di essere esterrefatto e  preoccupato” – ma anche quelli dei più agguerriti pidiellini, che hanno gridato allo scandalo e al golpe giudiziario. Accuse forti, a cui i giudici di piazza Cavour hanno scelto di replicare con una nota ufficiale nella quale hanno marcato l’accento sulla regolarità della procedura disposta nei confronti del processo che coinvolge Silvio Berlusconi.

Nessun accanimento – ha assicurato il presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce – Il senatore Berlusconi è stato trattato come qualunque imputato in un processo con imminente prescrizione”. “E’ imposto inderogabilmente alla Corte – ha spiegato l’alto giudice – di determinare l’udienza prima della maturazione del termine di prescrizione”. 

“Non c’è stato nessuno zelo particolare, nessun atteggiamento da Speedy Gonzales – ha insistito il numero uno della Corte suprema di Cassazione – i procedimenti urgenti devono andare alla sezione feriale”. “Non c’è ragione per sentirsi esterrefatti – ha continuato replicando esplicitamente a Franco Coppi – Il compito fondamentale di un giudice è quello di non far prescrivere i processi e la Cassazione si comporta normalmente così”.

Quanto ai possibili “risvolti” della vicenda: “Nulla vieta alla sezione feriale della Cassazione, nella sua discrezionalità e su istanza della difesa – ha spiegato Giorgio Santacroce – di disporre un rinvio della discussione”. I 5 magistrati che comporranno il collegio giudicante potrebbero, cioè, decidere di rinviare l’udienza, accogliendo in parte il ricorso presentato dai legali del Cavaliere.

 

 

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