Giarrusso (M5S)-Mediaset: braccio di ferro sulle concessioni

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La questione va sicuramente approfondita, ma sembrerebbe che il “cittadino” 5 Stelle, Mario Giarruso, abbia questa volta denunciato un'”anomalia” inesistente. Mentre il dibattito politico si arroventa intorno all’attesissima data del 30 luglio (quando i giudici della Cassazione diranno la loro sulla condanna in appello di Silvio Berlusconi), il senatore Giarrusso ha scelto, infatti, di concentrarsi sulle concessioni televisive.

E ha fatto, a suo dire, una scoperta sorprendente: “Abbiamo chiesto l’acquisizione delle concessioni per cui Mediaset trasmette – ha dichiarato ieri uscendo dalla giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato – e ci è stato risposto da esponenti del ‘partito-azienda’ che non ci sono concessioni da acquisire”. “Se la Guardia di Finanza dice che non ci sono concessioni e, quindi, c’è un soggetto che trasmette senza titoli – ha continuato nel suo ragionamento il “pentastellato” – è giusto che venga sanzionato, anche oscurato. Il Movimento 5 Stelle si rivolgerà alla Guardia di Finanza per accertare in base a quale titolo – ha rimarcato Giarrusso – Silvio Berlusconi ha fatto l’imprenditore della tv in Italia”.

Un annuncio da far tremare i polsi. Ma a Mediaset non sembrano essersene minimamente preoccupati. Anzi: “L’istituto della concessione nel settore televisivo – ha replicato a stretto giro l’azienda – non esiste più dal luglio 2012, da quando tutto il sistema ha abbandonato la tecnica analogica ed è passato alla tecnica digitale“. “Le trasmissioni digitali hanno luogo in base ad autorizzazione generale e ai diritti d’uso sulle radiofrequenze – hanno spiegato da Mediaset – secondo la normativa europea che ha vietato il rilascio di titoli individuali (come le concessioni) nel settore delle telecomunicazioni”. “Il gruppo Mediaset – si precisa nella nota – possiede sia l’autorizzazione generale accordata nel 2008 quale operatore di rete, sia i diritti d’uso sulle radiofrequenze rilasciati nel giugno 2012“.

Mediaset può, dunque, certamente trasmettere, ma – come sostenuto in serata da Giarrusso su facebook – la precisazione dell’azienda potrebbe (paradossalmente) risultare sconveniente per Silvio Berlusconi poiché fa riferimento alle “autorizzazioni generali” rilasciate dalla pubblica amministrazione. Si tratta – ha spiegato il parlamentare 5 Stelle – proprio di quegli atti di cui parla l’art.10 del d.p.r. 361/1957, quando specifica che non sono eleggibili i titolari di ‘autorizzazioni amministrative di notevole entità economica’Forse alla prossima seduta di giunta – ha ironizzato Giarrusso – magari si sosterrà che si tratta di ‘autorizzazioni generali’ di modesta entità economica”.