Berlusconi blinda Alfano (e il governo): Angelino non si tocca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:37

++ LODO ALFANO:OK COMM.SENATO RETROATTIVITA'PER PROCESSI ++

 

Angelino non si tocca”: sono queste le parole che il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, ha ripetuto come un mantra nell’intervista concessa oggi al Corriere della Sera. La “croce” del “pasticcio” kazako non deve essere scaricata sulle spalle del vicepremier Alfano – ha spiegato Berlusconi – ma su quelle dei “burocrati” che, ha rincarato il Cavaliere, sono coloro che comandano davvero.

“Giudico assurde queste mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni nei confronti di Alfano – ha dichiarato il leader del Pdl – Impegnano il Parlamento e fanno perdere tempo in un momento così difficile e preoccupante. Questa indegna gazzarra, in una fase tanto drammatica per il Paese – ha denunciato Berlusconi – si commenta da sé”. 

“Mi sembra davvero che si stia dando alla questione una rilevanza esagerata – ha continuato il Cavaliere riferendosi al “caso kazako” – Non c’è e non ci può essere alcuna minaccia di alcun tipo. A meno che qualcuno non pensi a gesti sconsiderati di cui si assumerebbe la responsabilità davanti agli italiani. Anche perché – ha precisato il presidente del Pdl – non capisco di cosa possa essere accusato Alfano”.

Berlusconi è, infatti, convinto che le responsabilità di quanto accaduto debbano essere rintracciate altrove. “Questo caso è esemplare, nel senso che rivela come la burocrazia abbia prevalso sulla politica – ha spiegato l’ex premier – È la burocrazia che ha deciso di poter far da sola, muovendosi in piena autonomia e con l’avallo di ben quattro magistrati. O i giudici sono bravi solo quando si occupano di Berlusconi? – ha ironizzato il leader del Pdl – Eh no, i magistrati hanno dato validità formale al provvedimento di espulsione”. 

Un je accuse pesante, con cui Silvio Berlusconi ha cercato di “scagionare” definitivamente il segretario del suo partito: “Alfano, appena arrivato, deve mettere a punto la macchina di quel dicastero che è composto ai vertici da centinaia di persone – ha spiegato il Cavaliere – Una macchina che è forte, abituata a far da sola. Perciò serve tempo per assumerne l’effettivo controllo“. 

E sui rumors che hanno riferito di suoi rapporti molto stretti con il presidente-dittatore del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, che hanno spinto i più maliziosi a ipotizzare che fosse stato proprio lui a “benedire” l’espulsione della moglie e della figlia di Abryazov dall’Italia: “La verità è che con questo Nazarbayev io non ho nessun rapporto di amicizia, figurarsi di intimità – ha replicato Berlusconi – Sono stato ad Astana una sola volta, di ritorno da un vertice del G8, e non sono l’unico tra i capi di Stato e di governo dell’Occidente ad averlo incontrato. Quanto alla storia che l’avrei visto in Sardegna, è una falsità – ha dichiarato l’ex premier – quel giorno non mi sono mosso da Arcore”.