Napolitano blinda il governo: Se cade, danni irrecuperabili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:41

Giorgio Napolitano

 

Che il governo guidato da Enrico Letta goda del pieno sostegno di Giorgio Napolitano non è un mistero. Nel corso della tradizionale “cerimonia del Ventaglio”, che si è svolta ieri al Quirinale con i rappresentanti della stampa parlamentare, il capo dello Stato ha però voluto rimarcare il suo atteggiamento di “alta protezione” nei confronti dell’esecutivo ammonendo (preventivamente) chiunque valuti la possibilità di farlo vacillare.

“E’ stato un periodo tra i più intensi e inquieti nella storia politica e istituzionale dell’Italia repubblicana – ha esordito il presidente della Repubblica – per il succedersi di eventi straordinari, di svolte, di momenti di tensione e perfino di rischi di paralisi nella vita pubblica senza precedenti”. “Il clima di fiducia verso l’Italia – ha continuato Napolitano – può variare positivamente in presenza di una valida azione di governo e di un concreto processo di riforme, ma potrebbe peggiorare anche bruscamente dinanzi a una nuova destabilizzazione del quadro politico italiano”.

“E’ indispensabile proseguire nella realizzazione degli impegni del governo Letta, sul piano della politica economica, finanziaria, sociale, dell’iniziativa europea, e insieme del ‘crono-programma’ di 18 mesi per le riforme istituzionali”, ha messo in chiaro l’inquilino del Colle, che ha poi destinato un chiaro avvertimento ai potenziali “sfascisti” del governo.

“Non ci si avventuri – ha scandito Giorgio Napolitano – a creare vuoti, a staccare spine, per il rifiuto di prendere atto di ciò che la realtà politica post-elettorale ha reso obbligato e per una ingiustificabile sottovalutazione delle conseguenze cui si esporrebbe il Paese”. “Se viene messa a repentaglio la continuità di questo governo – ha rimarcato il capo dello Stato – i contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari, si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili“.

Parole inequivocabili, con cui il presidente della Repubblica ha di fatto “scomunicato” qualsiasi forma di opposizione all’attività del governo in carica. Ma il capo dello Stato ha voluto intrattenersi anche su questioni più “personali”, come quella che riguarda l’ex premier Silvio Berlusconi, che potrebbe essere condannato in via definitiva per frode fiscale. “Si sgombri il terreno da sovrapposizioni improprie – ha detto Napolitano – come quella tra vicende giudiziarie dell’onorevole Berlusconi e prospettive di vita dell’attuale governo. Dovrebbe riconoscersi che è interesse comune – ha spiegato il capo dello Stato – affidarsi con rispetto alle decisioni della Corte di Cassazione e affidarsi correttamente, chi ha da difendersi, all’esercizio dei diritti e delle ragioni della difesa”.

E un passaggio del suo discorso, il presidente della Repubblica ha voluto dedicarlo anche al “pasticcio kazako”, sul quale aveva fino a ieri mantenuto il massimo riserbo. “Occorre sgombrare il campo egualmente da gravi motivi d’imbarazzo e di discredito per lo Stato e dunque per il Paese – ha precisato l’inquilino del Colle – come quelli provocati dall’inaudita storia della precipitosa espulsione dall’Italia della madre kazaka e della sua bambina, sulla base di una reticente e distorsiva rappresentazione del caso, e di una pressione e interferenza, l’una e le altre inammissibili – ha osservato Napolitano – da parte di qualsiasi diplomatico straniero”