Ruby bis: 7 anni a Fede e Mora, 5 alla Minetti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:22

Ruby bis

 

Il processo “Ruby bis” (nato da una costola del procedimento incardinato sulle “cene eleganti” a casa dell’ex premier Silvio Berlusconi) è giunto oggi alla sua prima sentenza. La corte del Tribunale di Milano ha riconosciuto la colpevolezza dei tre imputati: Dario Mora (detto Lele), Emilio Fede e Nicole Minetti, ai quali sono state comminate pene differenti.

Il quadro accusatorio è stato, dunque, in buona parte accolto dal collegio giudicante, che ha sostanzialmente indicato in Mora, Fede e Minetti gli organizzatori delle feste in casa Berlusconi nel corso delle quali si sarebbero consumati episodi di prostituzione. Più precisamente l’ex agente dei vip, Lele Mora, è stato condannato a 7 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I reati a lui ascritti sono stati quelli di induzione e favoreggiamento alla prostituzione, anche minorile.

Stessa sorte per l’ex direttore del Tg4, Emilio Fede: 7 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Condannato per induzione e favoreggiamento alla prostituzione delle ragazze maggiorenni, il giornalista è stato, invece, assolto dal reato di induzione alla prostituzione minorile. Quanto all’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti, per lei la condanna più “leggera”: 5 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

La sua posizione è risultata, in pratica, la meno compromessa: riconosciuta colpevole per il reato di favoreggiamento alla prostituzioni delle ragazze maggiorenni, l’ex igienista dentale è stata, invece, assolta (per non aver commesso il fatto) dai reati di induzione e favoreggiamento alla prostituzione minorile.

Mora e Lele dovranno, inoltre, provvedere al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle tre ragazze che, nel corso del processo, si sono costituite parti civili: Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil. Ad aprire il portafoglio dovrà essere anche Nicole Minetti: oltre a sostenere le spese processuali, l’ex consigliere regionale dovrà, infatti, pagare una multa di 2 mila euro.

 

 

 

 

 

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