Tasse, Fassina come Berlusconi: Si può evadere per sopravvivenza

Stefano Fassina

 

A sollevare l’ultimo “polverone” politico ci ha pensato il viceministro all’Economia, Stefano Fassina. Intervenuto oggi a un convegno sulle tasse organizzato da Confcommercio, il democratico ha inaspettatamente “sdoganato” gli evasori fiscali, riportando alla mente le dichiarazioni rilasciate qualche anno fa da Silvio Berlusconi sullo scivoloso argomento.

Esiste un’evasione di sopravvivenza“: a dichiararlo è stato l’ex responsabile Economia del Pd nonché attuale viceministro alle Finanze, Stefano Fassina. “Senza voler strizzare l’occhio a nessuno, senza ambiguità nel contrastare l’evasione – ha continuato nella sua analisi l’esponente democratico – ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno”. “La pressione fiscale è insostenibile – ha rimarcato Fassina – C’è una relazione stretta tra la pressione fiscale, la spesa e l’evasione”. 

Le parole del viceministro, che non sono certo passate inascoltate, hanno “riabilitato” la memoria delle dichiarazioni rilasciate dall’allora premier Silvio Berlusconi nel 2004, quando nel corso di una conferenza stampa, ammise candidamente: “Se lo Stato mi chiede più del 50% di tasse, sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta”.

Tra i più solerti ad evidenziare il parallelo, il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta“Con Fassina ho vaste ragioni di dissenso e ci ho polemizzato poco fa sull’Imu – ha detto – ma talvolta si lascia trascinare dall’istinto di verità e stupisce piacevolmente. Quando sostiene che questa spaventosa pressione fiscale induce gli onesti a evadere per sopravvivere, mi pare di sentire quel Berlusconi che i compagni del suo partito azzannavano come complice degli evasori. Benvenuto nel Popolo della libertà – ha ironizzato Brunetta – Ora mi auguro che Fassina perseveri”.

L'”avventurosa” dichiarazione del vice di Saccomanni è arrivata all’indomani del discorso in cui il premier Enrico Letta ha annunciato lotta dura agli evasori: “Gli italiani che hanno portato soldi fuori dall’Italia – ha detto ieri ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate – devono sapere che non è più come cinque anni fa. Il clima internazionale è cambiato“. “Nel nostro Paese, sul lassismo e l’evasione fiscale non si è parlato un linguaggio efficace – ha sottolineato il presidente del Consiglio – Solo da poco si parla di urgenza e di impossibilità di perdere tempo”.