Fassina e l’evasione: l’imbarazzo del Pd e la solidarietà di Pdl e Lega

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:17

Epifani

 

Le considerazioni consegnate ieri dal viceministro Stefano Fassina sull’“evasione di sopravvivenza” non hanno tardato a calamitare l’attenzione dei media, che hanno sondato le reazioni nei vari schieramenti politici registrando interessanti “riposizionamenti”.

Nel partito dello stesso Fassina l’imbarazzo è apparso subito palpabile, tanto che il responsabile Economia, Matteo Colaninno, si è affrettato a vergare una nota “riparatoria” nella quale ha ribadito l’importanza della lotta all’evasione fiscale: “Se si pagano troppe tasse, se mancano le risorse per fare investimenti e sostenere l’occupazione – ha scritto l’esponente del Pd – bisogna ricordare che la colpa è anche, per larga parte, di decenni di assuefazione a nero e sommerso che hanno prodotto danni incalcolabili a cittadini, imprenditori onesti e all’intero Paese. La strategia per la lealtà fiscale è, dunque, una battaglia di giustizia e civiltà“.

Soltanto in serata è arrivato il commento del segretario Guglielmo Epifani, che ha tentato di ridimensionare il “danno” ricorrendo all’alibi del misunderstanding: “La linea del Pd è che l’evasione si combatte, punto e basta – ha tagliato corto l’ex sindacalista – Le parole di Fassina sono state interpretate con troppa malevolenza: non si può farlo passare come uno che pensa che gli evasori abbiano ragione, non è così, non è quello che sta facendo. E’ stata equivocata una sua frase relativa ad una constatazione, che non voleva essere una giustificazione”.

Non la pensa allo stesso modo la leader della Cgil, Susanna Camusso, che sulla “boutade” del viceministro ha mostrato poca clemenza: “Questa battuta non si può nemmeno definire una battuta infelice. E’ un drammatico errore politico“, ha detto. Più o meno quanto sostenuto anche dalla senatrice di Scelta Civica, Linda Lanzillotta“Se Fassina la pensa come Berlusconi – ha scritto ieri in una nota – siamo all’allarme rosso. Invece di giustificare gli evasori, Fassina in attesa di ridurre le tasse potrebbe intanto almeno semplificare la vita dei contribuenti che è una delle ragioni della loro esasperazione”.

A tradire forte apprezzamento per le parole del viceministro è stato, invece, il capogruppo della Lega al Senato, Massimo Bitonci: “Ma Stefano Fassina è diventato leghista? – ha commentato – Sembrerebbe proprio di sì visto che sostiene quello che noi diciamo da sempre e cioè che esiste un certo tipo di evasione che è di sopravvivenza”. “Fa piacere vedere che oggi anche l’autorevole esponente del Pd parli come noi – ha continuato Bitonci – se vuole gli mandiamo una tessera onoraria. Ma sarebbe il caso che Fassina decida da che parte stare: o da quella di Letta che proprio l’altro giorno ha detto l’opposto oppure dalla parte di chi lavora, produce e soffre per la crisi come ha fatto oggi”.

E nel Pdl? Dopo la reazione “a caldo” di Renato Brunetta, è stata l’ex ministro Stefania Prestigiacomo a testimoniare la sua solidarietà al viceministro del Pd: “I rappresentanti di quella parte della sinistra ipocrita e menzognera additano il collega Fassina e gridano allo scandalo solo perché ha osato dire come stanno veramente le cose – ha sottolineato la pidiellina – una fetta di coloro che evade le tasse lo fa perché non ha la possibilità di pagarle, perché semplicemente non ci riesce”.

 

 

 

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