Cervia: banane contro il ministro Kyenge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:57

Kyenge

 

Di ritornare sull’indecoroso episodio di cui il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, si è reso protagonista qualche settimana fa, non si avvertiva alcun bisogno, ma le nuove contestazioni rivolte ieri sera al ministro Cecile Kyenge impongono un triste rewind.

Attesa per un intervento alla Festa Democratica di Cervia (provincia di Ravenna), la responsabile dell’Integrazione è stata fatta oggetto di nuove deprecabili “attenzioni”, che hanno fornito ulteriori tasselli a un puzzle di intolleranza che rischia di degenerare in maniera irrimediabile. Su un piazzale di Cervia, nella notte antecedente al suo arrivo, alcuni esponenti di Forza Nuova (sei dei quali già identificati dalla Polizia) hanno lasciato dei manichini imbrattati di vernice rossa con tanto di cartelli con su scritto: “L’immigrazione uccide-No ius soli”.

L’azione è stata prontamente rivendicata dal movimento di estrema destra che ha scritto: “Tutelare l’identità italiana deve essere di primario interesse, in quanto essa rappresenta la forza da cui trae linfa la vita stessa del nostro popolo”. A stigmatizzare pubblicamente il gesto (con cui gli esponenti di Forza Nuova hanno voluto dare il loro personalissimo “benvenuto” al ministro Kyenge) è stato il Pd di Cervia: “Esprimiamo assoluto sdegno per l’atto di intimidazione realizzato da un gruppo di estremisti nei confronti del nostro partito – hanno scritto i democratici – Ed esprimiamo preoccupazione e stupore per la presenza nella nostra città di vergognosi fenomeni di rigurgiti fascisti“.

Sarebbe già sufficiente, ma – purtroppo – non è stato così. Nel corso del suo intervento sul palco di Cervia, infatti, il ministro Kyenge è stata raggiunta da due banane lanciate dal pubblico. L’ennesimo “sfregio” alla politica congolese che, dall’infelice battuta di Calderoli, viene sempre più frequentemente accostata – dai suoi detrattori meno dotati – a una scimmia. “E’ uno schiaffo alla povertà“, è stato l’impeccabile commento della responsabile dell’Integrazione, che su twitter ha poi aggiunto: “Con la gente che muore di fame e la crisi, sprecare cibo così è triste”. 

L’Italia dell’intolleranza e della crescente imbecillità è veramente alla frutta.