Processo Mediaset: è il giorno del giudizio?

Berlusconi

 

La data del 30 luglio era stata indicata come quella del virtuale “spartiacque” che avrebbe fatalmente segnato la scena politica nazionale. E, invece, l’attesa per la sentenza più mediatica d’Italia (e non solo) si è protratta di almeno altre 24 ore.

I giudici della Cassazione, che devono decidere sulla “regolarità” del processo Mediaset in cui Silvio Berlusconi è stato condannato in primo e secondo grado, potrebbero consegnare questa sera il loro verdetto finale. O al massimo domani mattina.

Il “Palazzaccio” di Roma (sede della Corte di Cassazione) è stato preso letteralmente d’assalto da cronisti e cameraman di tutto il mondo, che hanno documentato per tutta la giornata di ieri i passaggi di questa via crucis giudiziaria, la cui “stazione” finale rimane un’incognita pesantissima.

Difficile credere che – malgrado quanto sostenuto da Berlusconi e dal premier Enrico Letta – il quadro politico italiano non venga condizionato da questa sentenza. Gli insistiti inviti alla calma e alla responsabilità generale sono, infatti, già stati minati dalle robuste dichiarazioni consegnate da alcuni pidiellini. Che hanno prefigurato anche scenari apocalittici, in caso di condanna definitiva del Cavaliere.

Sia come sia, sulla decisione che i giudici della Cassazione di Roma ufficializzeranno a ore l’attenzione resta altissima. Ieri il Procuratore generale, Antonio Mura, nel corso della sua requisitoria ha sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio del procedimento riconoscendo il “buon lavoro” svolto dai giudici che hanno condannato Silvio Berlusconi in primo grado e in appello. Ma ha altresì formalizzato la richiesta di uno “sconto” per quanto riguarda l‘interdizione dell’ex premier dai pubblici uffici, chiedendo che si passi dai 5 anni comminati nei passaggi precedenti ai 3.

Una “mossa” che i supporter del Cavaliere hanno letto come un presagio positivo, ma sulla quale risulta in realtà ingenuo (e vagamente inutile) “fantasticare” troppo. Il verdetto arriverà a breve e con esso l’inevitabile strascico di polemiche e contestazioni che riabiliteranno l’imperitura “lotta” tra  “berlusconiani”e “anti-berlusconiani”. E con contraccolpi sul governo e sulle “larghe intese” che potrebbero rendere rovente l’agosto che sta per arrivare.