Condanna Berlusconi: Napolitano accelera sulla riforma della giustizia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:47

Napolitano

 

Il sentore è che il capo dello Stato abbia sofferto non poco il mutismo nel quale è stato costretto a trincerarsi prima del pronunciamento dei giudici della Cassazione sul processo Mediaset. Tant’è che, a pochi minuti dalla conferma della condanna di Silvio Berlusconi, ha tempestivamente diffuso una dichiarazione nella quale ha dato sfogo alle sue considerazioni.

Leggendo tra le righe del bon ton istituzionale, non può sfuggire un concetto fondamentale: Giorgio Napolitano non crede minimamente alla tesi dell’accanimento giudiziario sostenuta dal Cavaliere e intravede, anzi, nel suo forzoso allontanamento dalla scena politica nazionale (ma sarà davvero così?) l’occasione ideale per rimettere in moto un ingranaggio rimasto fermo per troppo tempo.

“La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza, alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge”, ha esordito l’inquilino del Colle.

“In questa occasione, attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza – ha osservato Napolitano – il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’onorevole Berlusconi. E penso che ciò – ha sottolineato il presidente della Repubblica – sia stato positivo per tutti”.

“Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso – ha messo in evidenza il capo dello Stato – Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il Paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi”. Senza Silvio Berlusconi – sembra essere il sotto-testo del ragionamento di Napolitano – adesso si può.