Post-sentenza, Berlusconi scalda i fan: Resto qui, non mollo

Berlusconi greets supportersLa condanna recentemente subita non l’ha fiaccato, ma semmai galvanizzato. Silvio Berlusconi ha ieri guadagnato il palco allestito davanti la sua residenza romana, in una domenica particolarmente rovente, per consegnare a fan e sostenitori la sua versione dei fatti, dopo la sentenza della Cassazione che lo ha riconosciuto colpevole di frode fiscale. E per rimarcare urbi et orbi“Io sono qui, io resto qui, io non mollo“. 

Una dichiarazione d’intenti che ha preso le mosse dalla manifestazione di affetto che il “suo” popolo ha saputo testimoniargli e che, sul finale, lo ha anche fatto commuovere.  “Mi sento in dovere di impegnarmi ancora, con ancora più entusiasmo e passione”, ha detto ai suoi incrollabili supporter. Che hanno invaso via del Plebiscito sventolando bandiere di Forza Italia e accompagnando con fragorosi applausi ogni passaggio del suo discorso.

“Nessuno può venirci a dire che questa è una manifestazione eversiva – ha scandito il Cavaliere – E nessuno può venirci a dire che siamo degli irresponsabili perché noi abbiamo detto chiaro e tondo che il governo deve andare avanti e che deve approvare i provvedimenti economici che abbiamo concordato”. 

Una “blindatura” dell’esecutivo con la quale il presidente del Pdl ha sostanzialmente lasciato il cerino in mano al Pd, percorso da tensioni interne che rischiano di far saltare il tavolo governativo. Sfumature tutt’altro che secondarie perché, con le sue parole, scandite e ritmate con sapienza, Berlusconi è riuscito a veicolare un’immagine di sé da “padre dello Stato”, che antepone l’interesse del Paese alle sofferenze personali.

“Ve lo dico guardandovi negli occhi uno a uno: io sono innocente“, ha poi scandito aprendo la lunga parentesi dedicata ai magistrati. “Per 20 anni ho sopportato il loro tentativo di buttarmi fuori dalla politica, ora sono arrivati a raggiungere il loro traguardo, ma non possono impedirci di dichiarare che c’è una parte della magistratura fortemente ideologizzata e politicizzata“.

“La magistratura non è un potere dello Stato – ha tuonato dal palco l’ex premier – Una magistratura che è un ordine dello Stato, fatto di impiegati statali che hanno fatto un compitino e vinto un concorso, mette sotto gli altri poteri dello Stato. Questa – ha evidenziato Berlusconi prima di congedarsi dai suoi fan – è una condizione che appartiene ai regimi“.