Accademia del Sacro, boom di presenze in questa prima metà di stagione estiva

Le vie dell’evangelizzazione sono infinite, così come quelle che portano a nostro Signore. Ma che la strada dell’evangelizzazione passasse anche per l’arte cristiana è un percorso poco frequentato anche se di assoluta “efficacia”. A Taormina, presso l’ex convento basiliano di Madonna della Rocca, è aperto un centro di formazione alla manutenzione ed alla tutela dei beni artistici di matrice ecclesiastica. L’illuminata disponibilità dell’Arcidiocesi di Messina manifestata attraverso l’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero, ha permesso che questa iniziativa vedesse la luce e che così l’Accademia del Sacro Impresa Sociale diventasse un centro di evangelizzazione che potremmo definire di basso profilo ma di altissima qualità. In questa prima metà della stagione estiva, la struttura ha registrato quasi 1500 presenze di visitatori da ogni parte del mondo. Essi sono stati introdotti all’arte cristiana attraverso un contatto diretto con gli oggetti ed i materiali più disparati: dai libri antichi da proteggere e custodire con i loro preziosi contenuti alle statue in cartapesta raffiguranti elementi fondanti del credo cristiano; dagli oggetti in metallo in uso durante le celebrazioni ai pregiati tessuti frutto del lavoro di sapienti ricamatrici. Tutti strumenti per far conoscere non solo le forme ma anche i contenuti del nostro culto.
Di fronte ad un “ecce homo” in ferro recuperato sulle spiagge di queste zone, drift iron direbbero gli anglofoni, anche l’ateo più convinto avverte che qualcosa nella figura e nella storia umana di Gesù gli è familiare; lo spiritus loci di queste mura, con il garbo che caratterizza il nostro credo, si presenta al visitatore e, se questi vuole, inzia a comunicare con lui in un dialogo senza parole, fatto di sensazioni sussurrate all’anima, di aliti vitali al di sopra dell’affannarsi terreno, di amore, in fondo.
E’ davvero mirabile l’emozione da bambini che abbiamo visto negli occhi di visitatori apparentemente al disopra di ogni moto dell’anima; è di un valore inestimabile la considerazione che abbiamo sentito loro fare nelle stanze di questo luogo: “Poor Maria, she was certainly very confusing. She knew the divinity of her son but she saw him suffered like a man”. Ed in quel momento, forse, anche la sua fede ebbe un sussulto. Ed è proprio in quel momento che noi oggi rafforziamo la nostra, di fede: se vacilla ma non crolla in macerie, ciò significa che essa è fondata su pilastri possenti, come le mura fuse nella roccia di questo Monastero, che Qualcuno ha messo per noi alla sua base.