La nota di Napolitano che piace a molti, ma non a tutti

Napolitano

 

Presa visione della nota “quirinalizia” (in realtà vergata nella tenuta estiva di Castelporziano), le forze politiche si sono scatenate in commenti e interpretazioni, consegnando – se possibile – un’istantanea ancora più confusa, che immortala una momentanea “riconciliazione” tra i due “soci di maggioranza” del governo Letta: Pd e Pdl. Le annotazioni di Giorgio Napolitano hanno, infatti, convinto tutti, tranne il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord.

Partiamo dal Pdl, con l’ex capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che non ha fatto mistero della sua soddisfazione. Quella del presidente Napolitano – ha osservato – è una prima riflessione sul tema drammatico costituito dalla condanna di Silvio Berlusconi e, tenendo conto di ciò, essa lascia aperti spazi significativi per quello che riguarda il futuro. C’è un esplicito riconoscimento del ruolo politico di Berlusconi evidentemente dipendente dalle scelte della sua forza politica – ha sottolineato il pidiellino – scelte che peraltro sono già a me ben chiare. Di conseguenza reputo che bisogna misurarsi con questa prima presa di posizione del presidente della Repubblica – ha concluso Cicchitto – con senso di responsabilità e spirito costruttivo”.

Soddisfatta anche l'”amazzone” berlusconiana, Michaela Biancofiore“Quel che è certo – ha commentato – è che il presidente della Repubblica non si è fatto strumentalizzare dai sogni onirici del Pd di vedere la scomparsa politica per via giudiziaria di Silvio Berlusconi. Sull’eventuale richiesta di grazia rifletterà Berlusconi, visto che ne va della sua vita e della sua dignità – ha precisato la Biancofiore – ma sembra di cogliere con evidenza che vi sia da parte del Quirinale una disponibilità di massima”.

A incaricarsi di commentare la dichiarazione presidenziale sul “caso Berlusconi” nel Pd è stato, invece, il segretario Guglielmo Epifani“Quella di Napolitano – ha detto – è stata una dichiarazione opportuna, viste le pressioni che si sono create anche indebitamente. Chiara nei suoi termini sia per le preoccupazioni di un’eventuale crisi di governo – ha osservato il democratico – sia per il profilo istituzionale con cui affronta temi delicati come quelli che sono in discussione in queste settimane. In generale, rispettosa di tutti i ruoli – ha riconosciuto il “traghettatore” del Pd – da quello della divisione dei poteri, alla presa d’atto delle sentenze definitive a quelle che sono prerogative del capo dello Stato”.

E tra gli “estimatori” della nota del Colle non poteva mancare il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. “Il presidente della Repubblica ci richiama alla necessità di tutelare il governo del Paese proprio mentre si prospetta qualche miglioramento nella congiuntura economica internazionale – ha affermato il centrista – ribadisce l’impraticabilità di elezioni anticipate ed esplicita ancora una volta il doveroso rispetto delle regole dello stato di diritto. Le sue parole riservano, come è giusto – ha aggiunto l’ex “pupillo” del Cavaliere – il dovuto rispetto al presidente Berlusconi in un momento difficile: rispetto per lui e per il popolo che lo ha votato e lo sostiene”.

Fin qui i supporter del presidente, ma a “remare contro” sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle. “Nella sua nota, il capo dello Stato non mi sembra che dica nulla di sostanziale – ha dichiarato l’ex capogruppo al Senato, Vito Crimi – Mi sembra una dichiarazione un po’ pilatesca e comunque lascia aperto un interrogativo quando dice che se dovesse arrivare una richiesta di grazia la valuterà”.

Più tranchant il commento dell’attuale capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Nuti: “Secondo me, l’Italia non ha più un presidente della Repubblica – ha tagliato corto – Un presidente dovrebbe dire basta a queste indecenze e non incitarle. Come può avallare delle riforme costituzionali derogando la Costituzione stessa? Come può dire che questo governo sta facendo cose importanti quando ha solo effettuato rinvii? Come può chiedere a questo governo una riforma della giustizia? Un governo ricattato da un condannato per frode fiscale – ha concluso Nuti – un corruttore, e con in corso altri processi, dovrebbe riformare la giustizia?”.

A gradire poco il contenuto della nota vergata ieri da Giorgio Napolitano è stato anche il leghista Matteo Salvini, da sempre “allergico” alla soluzione delle “larghe intese” sponsorizzata con forza dal Colle. “Giorgio Napolitano dice che ‘serve una prospettiva di serenità e coesione per poter affrontare i problemi di fondo dello Stato e della società’ – ha scritto ieri su facebook – Sento puzza di fregatura. E voi?”.